Ufficialmente era “in malattia”, ma in realtà lavorava in “nero” in un cantiere. È la vicenda che ha visto protagonista un assistente capo della polizia penitenziaria che, scoperto, è stato denunciato per truffa continuata ai danni della pubblica amministrazione.

L’accertamento è stato effettuato dagli uomini della polizia penitenziaria, che hanno sorpreso l’uomo in un cantiere edile, dove lavorava alle dipendenze di un committente privato.
Quello dell’ispettore capo, in servizio nel carcere di Lecce di Borgo San Nicola, era un vero e proprio secondo lavoro. Le indagini sono partite da una situazione di disagio diffuso all’interno del penitenziario (già in evidente carenza di organico) tra chi è costretto a turni di lavoro molto impegnativi, e dunque forieri di stress, per garantire i servizi minimi.
Per il datore di lavoro dell’ispettore capo di polizia è scattata la segnalazione alle competenti autorità per le irregolarità rilevate in termini di sicurezza e di violazione delle norma sull’occupazione, mentre l’agente è stato deferito alla procura della Repubblica.