È ancora allarme disoccupazione nel Mezzogiorno: più di un abitante su quattro è disoccupato. Il dato è stato fornito da Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) nel rapporto 2012 sull’economia del Sud.

Calcolando il numero di abitanti delle regioni meridionali che, nel semestre antecedente l’indagine, non ha cercato attivamente un lavoro, si giunge ad un tasso di disoccupazione reale che, nel corso  del 2011, ha toccato quota 25,6%, più del doppio rispetto al dato del Centro-Nord che si attesta sul 10%. Il primato in negativo se lo aggiudicherebbe la regione Campania (15,5%), seguita da Sicilia (14,4%) e Sardegna (13,5%).
Tornando indietro, il 2010 aveva visto un tasso di disoccupazione pari, secondo le registrazioni ufficiali, al 13,6% al Sud e al 6,3% al Centro-Nord. Sono numeri questi che, secondo l’Associazione, possono essere addotti «a testimonianza del permanente squilibrio strutturale del nostro mercato del lavoro». Squilibrio che si registra anche nella propensione alla ricerca di una nuova occupazione: nel Centro-Nord la perdita di posti di lavoro tende a trasformarsi quasi interamente in ricerca di un nuovo posto; nel Mezzogiorno, invece, solo una minima parte si prodigherebbe in tal senso.
Rispetto all’anno precedente l’indagine, la disoccupazione al Sud sarebbe aumentata di ben due punti percentuali (circa 19.600 unità), con una crescita addirittura del 18% in Molise e dell’11,5% in Campania. L’indagine riporta, invece, un calo del tasso di disoccupazione per il Centro-Nord di circa 14.000 unità, cioè l’1,2%.
Svemez ha indagato anche in merito al lavoro irregolare e qui le stime sono altrettanto preoccupanti: nel 2011, il numero di irregolari in Italia arriva a 2 milioni e 900 mila unità, di cui 1milione e 200mila al Sud. A livello di settore, al Sud è irregolare un lavoratore su 4 nell’agricoltura, il 22% nel settore edilizio e il 14% nell’industria. Le cifre del lavoro sommerso nel Mezzogiorno sono impressionanti: a livello regionale, in valori assoluti, si stimano 296mila lavoratori in nero in Sicilia, 253mila in Campania, 227mila per la Puglia, 185mila in Calabria, 131mila in Sardegna, 62mila in Abruzzo, 46mila in Basilicata e 23mila Molise.

Federica Nastasia

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