Scongiurata l’emergenza rifiuti nel Salento. Tornano ad aprire, infatti, gli impianti di trattamento e compostaggio di Ugento, Poggiardo e Cavallino, dopo lo stop degli ultimi giorni e i disagi legati alla spazzatura non raccolta nei comuni del leccese.

Da un lato lo sciopero degli operai, non pagati da due mesi, dall’altro la dichiara impossibilità per i gestori di far funzionare gli impianti, non potendo permettersi il carburante. È per questo che, ancora una volta, la provincia intera ha rischiato di ritrovarsi nel caos più totale. Il problema è a monte, nei crediti che la Cogeam continua ad accumulare nei confronti dei municipi. A mancare all’appello, in totale, sono 8milioni di euro, 6 vantati verso l’Ato Le2 alla data del 30 aprile, 2 verso i comuni, accumulati dal 1′ maggio in poi. È stata la Prefettura, assieme alla Provincia, a richiamare tutti a responsabilità. Entro la prossima settimana, i sindaci morosi staccheranno assegni per un totale di 2milioni di euro, necessari per venire fuori dall’emergenza. Poi, però, c’è tutto l’arretrato da smaltire e “per questo, mercoledì, al tavolo convocato in Prefettura, l’azienda guidata da Antonio Albanese pretenderà un piano di rientro per ciascun municipio interessato- spiega l’assessore provinciale Silvano Macculi-. Di certo, anche le ditte che si occupano della raccolta e del trasporto, che in totale avanzano 6milioni di euro, chiederanno lo stesso”.
Assieme alle crisi e ai bonifici, tuttavia, ritornano le polemiche, quelle legate al sistema di gestione consortile degli ambiti territoriali ottimali. Il sindaco di Uggiano La Chiesa, Salvatore Piconese, parla di “incapacità amministrativa di gestire il ciclo dei rifiuti e di inadeguatezza sia nel garantire il versamento delle quote dei singoli comuni, sia nel bloccare l’innalzamento dei costi del servizio, due aspetti fondamentali che sono all’origine dell’attuale situazione e su cui bisogna aprire una riflessione politica da parte di tutti gli addetti ai lavori, a partire dagli eletti in Parlamento e dagli eletti in Consiglio Regionale, affinché questa fase venga superata ridando ai comuni una maggiore autonomia gestionale e decisionale nel complesso processo dei rifiuti”.

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