Avrebbe tentato il furto di un’auto per rientrare in casa ma mentre maneggia nei pressi della macchina viene notato e selvaggiamente malmenato. Vittima del presunto pestaggio, M.V., un 46enne residente ad Otranto, colpito non solo mani nude ma anche con un attrezzo telescopico.

Il giudice del Tribunale di Maglie, Presidente Angelo Rizzo, ha assolto i presunti responsabili dell’aggressione con la formula perché il fatto non sussiste. Sotto processo con l’accusa di lesioni aggravate erano finiti Stefano Caroppo, Roberto De Giuseppe, entrambi 28enni, Dario Greco, di 35, tutti e tre di Uggiano La Chiesa e una quarta persona, Brizio Corlianò, di 36 anni, residente a Salzano, in provincia di Venezia. Il pm aveva chiesto 6 mesi di carcere per i quattro imputati. Secondo quanto denunciato dalla presunta vittima dell’aggressione, la sera del 28 luglio dello scorso anno, il 46enne si trovava nel vicino comune di Uggiano La Chiesa ed aveva anche alzato notevolmente il gomito. Tant’è che per rientrare a casa, aveva anche deciso di rubare una macchina puntando le sue attenzioni su una vecchia Fiat 500. Dopo aver tentato più volte di mettere in moto il mezzo, il 46enne avrebbe desistito dal suo intento e si sarebbe allontanato. I suoi movimenti nei paraggi dell’auto, però, sarebbero stati notati da una persona impegnata in quei momenti in una telefonata. Dopo circa mezz’ora, M.V., alla periferia del paese, sarebbe stato accerchiato da due auto che gli avrebbero bloccato il passaggio. Dai mezzi sarebbero scese diverse persone, tra cui il proprietario della 500. Secondo quanto riportato nella denuncia, il 46enne non avrebbe avuto neppure il tempo per giustificare il tentativo di furto che sarebbe stato malmenato per diversi minuti, colpito con calci e pugni anche quando ormai riverso per terra. Anzi, i suoi aggressori si sarebbero accaniti colpendolo persino con un oggetto telescopico. Solo il tempestivo intervento del comandante della stazione di Minervino evitò che il pestaggio proseguisse. Accompagnato in caserma, V.M. venne arrestato con l’accusa di tentato furto ma dopo il suo trasferimento in carcere venne trasferito in ospedale per le ferite riportate a seguito del pestaggio. In caserma, secondo quanto denunciato dal 46enne, si presentarono anche gli autori della presunta aggressione che denunciarono il tentativo di furto ma tacquero sulla rissa. Finirono poi nei guai perché incastrati dalle sommarie informazioni fornite dallo stesso M.V. al momento del suo arresto. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Umberto Leo e Davide De Giuseppe.

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