Cala il sipario sulle Paralimpiadi 2012: 28 medaglie per l’Italia e un clamoroso 13° posto con un indiscusso protagonista, Alex Zanardi, portabandiera azzurro alla cerimonia di chiusura e vincitore di due ori e un argento nella disciplina dell’ “Handbike”.

Un medagliere finale di tutto rispetto per gli azzurri che portano a casa lo stesso numero di medaglie dei colleghi che li hanno preceduti, un risultato importante se pensiamo che solo quattro anni fa, in Cina, il bilancio finale è stato di ben 10 medaglie in meno. Un successo senza precedenti anche in fatto di qualità con nove ori e con diversi trionfi in quelli che sono considerati tra gli sport più sentiti: ciclismo, nuoto e atletica.
I nostri eroi azzurri sono tanti, diventa difficile citare: Cecilia Camellini con due ori e due bronzi nel nuoto per esempio, Martina Caironi, oro nei 100 metri e ancora, Oscar De Pellegrin, oro nel tiro con l’arco. Un tripudio di carrozzine, protesi e una forza da fare invidia, un coraggio da lasciare senza parole, un solo termine: Campioni!
La determinazione, il sacrificio, le lacrime e la fatica: questi gli ingredienti di una manifestazione che ha dell’incredibile, un ritorno allo sport, quello vero, una voglia di mettersi in gioco anche quando la vita ha smesso di esserlo. Le “Olimpiadi Parallele”, così sono state chiamate la prima volta a Roma nel 1960, sono oggi una formidabile celebrazione agonistica dove vengono coinvolti atleti con ogni tipo di handicap e disabilità.
Simbolo dell’evento, Casa Italia Paralimpica a Londra, ha rappresentato una novità assoluta, per la prima volta infatti nella stessa location adibita a quartier generale degli azzurri durante i Giochi Olimpici. Il Queen Elizabeth II Conference Centre, cuore pulsante del movimento Paralimpico Italiano ha accolto l’intera delegazione, le istituzioni, i giornalisti, gli sponsor ed è servito da prestigiosa vetrina del Made in Italy all’estero.
Notevole soddisfazione alla chiusura dei Giochi per il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: “E’ stato un trionfo: Londra segnerà uno spartiacque nella storia delle Paralimpiadi. Si sono affacciati alla ribalta atleti molto giovani, ma abbiamo visto anche straordinari campioni che hanno fatto la nostra storia. Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro iniziato ancora prima di Pechino: quattro anni fa le fondamenta erano già state posate, ma eravamo all’inizio”.
L’obiettivo ultimo rimane quello di avvicinare il più possibile i giovani con disabilità al mondo dello sport, un modo per vincere ogni giorno la medaglia più importante, quella della gioia di vivere.
Complimenti Italia!

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