Esplose due colpi di pistola contro il vicino, reo di aver gettato dell’acqua sul proprio barbecue e con l’accusa di tentato omicidio Roberto Lorubio, 63 anni di Martano, è stato rinviato a giudizio così come richiesto dal sostituto procuratore Antonio Negro.

Il processo si aprirà il prossimo 5 dicembre davanti ai giudici della prima sezione penale. L’avvocato difensore Arcangelo Corvaglia aveva chiesto che il reato di tentato omicidio venisse derubricato in minacce aggravate. Il giudice, però, ha confermato il capo d’accusa con il quale l’anziano finì in carcere. L’arresto di Lorubio risale al 15 agosto del 2011. Le manette scattarono a seguito di un diverbio con un vicino scaturito dall’accensione del barbecue che il vicino avrebbe tentato di spegnere gettandovi dell’acqua dal proprio balcone. Lorubio, dopo aver recuperato dalla propria abitazione un fucile da caccia calibro 12, legalmente detenuto, esplose due colpi colpendo il parapetto. I militari della locale stazione intervennero subito sul posto e dopo aver disarmato il 63enne lo arrestarono sequestrandogli anche il fucile. Il gip Ines Casciaro, subito dopo l’interrogatorio, non convalidò il fermo derubricando il tentato omicidio a minaccia grave con l’uso di arma da fuoco. Il pubblico ministero presentò appello accolto dal Tribunale del Riesame e dopo il rigetto da parte della Corte di Cassazione del ricorso presentato dal legale, Lorubio venne nuovamente accompagnato in carcere. Definitivamente, su istanza dell’avvocato, il Gip Vincenzo Brancato, ha disposto gli arresti domiciliari dove il 63enne di si trova tuttora confinato.

 

Christian Petrelli