Pochi giorni e ancora una volta Lecce si vestirà di gioia e spensieratezza: sabato prossimo 15 settembre si terrà la sesta edizione della Notte Bianca di Lecce, l’evento che negli scorsi anni ha convogliato nel capoluogo salentino centinaia di migliaia di avventori.

Ancora una volta il cuore della cittadina e le vie limitrofe saranno invase da spettacoli ed eventi per tutte le età, dalla musica al teatro, dalla poesia alla tango argentino.
Conclusa la conferenza dei servizi tra gli organizzatori e gli addetti ai settori del Comune di Lecce che ha definito tutti gli aspetti logistico-organizzativi, la Notte Bianca è pronta a decollare.
Anche quest’anno è stata significativa la partecipazione della attività commerciali e degli artisti, molti dei quali si esibiranno in promozione.
Prestigiosi crediti per la Notte Bianca e grande partecipazione delle associazione di categoria, Camera di Commercio, ConfCommercio, Confartigianato, CNA, Confesercenti, di Puglia Promozione.
La Notte Bianca è contenitore di idee e progetti, organizzata in collaborazione con il Comune di Lecce, la concertazione programmata con enti e istituzioni, l’apporto dei partner sono gli aspetti fondamentali che garantiscono, da sempre, la buona riuscita  dell’evento.

Domani 14 settembre, nell’ambito della rassegna “Aspettando la Notte Bianca”, alle 20.00, presso la Tipografia del Commercio a Lecce Informazione Precaria, collettivo informale di giornalisti, operatori e comunicatori precari salentini, ospita Antonio Loconte, autore del libro “Senza Paracadute” (Adda Editore).
L’incontro con l’autore e la presentazione del suo libro sarà l’occasione per riflettere sullo stato dell’arte dell’informazione in Italia, prendendo spunto dalla vicenda personale di Loconte, giornalista professionista ritrovatosi improvvisamente ad essere di nuovo precario, dopo una lunga gavetta e un contratto pagato una manciata di spiccioli presso un importante emittente televisiva pugliese. Un “manovale della parola”, come egli stesso si definisce, costantemente appeso al filo sottile dell’incertezza.
Nei 31 capitoli, illustrati da Gaetano Longo (pure lui precario), che compongono l’ossatura del volume, ci sono anche altre vite e altre storie, che Loconte attraversa durante il suo tortuoso percorso professionale e umano, fatto di sgambetti, decisioni delicate, rinunce, qualche gratificazione, ma nessun rimpianto. Il dovere di non stare zitti diventa passione, impegno, voglia di dare voce a chi resterebbe per sempre ai margini di una società pronta a sentenziare nei talk show pomeridiani, ma incapace di ascoltare il bisogno del vicino di casa.
“Senza paracadute” è soprattutto l’esempio di quanto improvvisamente possa essere stravolta anche la più tranquilla delle esistenze e di come ognuno reagisca in maniera diversa a ciò che sfugge alla logica. «La storia di Antonio è il paradigma di un paese che si nega il futuro – scrive Antonio Caprarica nella prefazione – Eppure, non si chiude alla speranza: almeno finché l’istinto di ribellarsi, la feroce determinazione di non chinare la schiena ci costringeranno, tutti, a interrogarci. Sullo spirito di clan, la logica delle clientele, il meccanismo parassita delle raccomandazioni. La cronaca “nera” di Loconte vale più di mille editoriali». Nella seconda parte del libro, infine, l’autore raccoglie alcuni interessanti punti di vista sullo stato di salute dell’informazione, fra cui quello del presidente dell’Ordina Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, del presidente di Assostampa Puglia, Raffaele Lorusso, del giornalista e scrittore Pino Aprile, oltre a tante testimonianze di precari e non.

Informazione Precaria è un gruppo nato a maggio del 2012, per protestare contro l’ingiustificato licenziamento di un collega, cameraman di una tv locale, che aveva denunciato su Facebook di non ricevere lo stipendio da mesi. Sull’onda dell’indignazione, quindi, si è deciso di creare un collettivo di precari della comunicazione, che comprende giornalisti, operatori e addetti stampa, con l’obiettivo di tutelare la dignità dei lavoratori, vigilando su tutte le prevaricazioni che avvengono sul territorio, e di impegnarsi a favore della legge sull’equo compenso.