E’ stata depositata presso la cancelleria del Tribunale del Riesame la richiesta di dissequestro dei beni posti sotto sequestro nei confronti di Domenico Giancane, imprenditore di Monteroni, di 62 anni, titolare di due punti vendita di materiale per l’edilizia, finito nei guai nell’ambito di un’indagine

in cui la Procura indaga con l’accusa di usura. L’avvocato difensore Massimo Bellini ha depositato una corposa documentazione allegando conti correnti e assegni con cui attesterebbe la completa correttezza e liceità di tutti i movimenti bancari del suo assistito. L’udienza davanti ai giudici del Tribunale della Libertà, però, non è stata ancora fissata. Nel fascicolo d’indagine finito all’attenzione del pm della Dda, Alessio Coccioli, sono iscritti i nomi di altre tre persone: Fabio Frassanito, 60 anni, avvocato civilista e consigliere comunale in quota al Pdl, Giovanni Paolo Guido, 43 anni, dipendente di Giancane e Gianfranco Pati, di 51, titolare di un’impresa edile.  I carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, lo scorso 14 settembre, furono impegnati in una serie di perquisizioni eseguite nell’abitazione di Monteroni di Domenico Giancane oltre che negli uffici della ditta “Edil Giancane” a Lecce e della “Edil Magà” a Monteroni. Vennero perquisite anche le abitazioni di Giovanni Paolo Guido e di Gianfranco Pati e gli investigatori sequestrarono assegni, varia documentazione, materiale informatico, agende e diverse rubriche telefoniche su sui erano annotati alcuni nomi. Secondo quanto ipotizza la Procura, i quattro risultano indagati “perché avrebbero svolto in concorso fra loro attività di usura e i tassi capestro sarebbero stati concessi a vari individui”. A dare la stura alle indagini sarebbero state le dichiarazioni delle presunte vittime raccolte nel 2011 dai carabinieri e confluite in un’informativa depositata dai carabinieri l’11 settembre scorso in Procura.

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