C’e’ un’inchiesta per un presunto giro di usura sul quale la Procura di Lecce ha deciso di accendere un faro. In giornata, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, agli ordini del capitano Biagio Marro, su delega del procuratore aggiunto Antonio De Donno, hanno eseguito una serie di perquisizioni e di sequestri a carico di quattro indagati.

Epicentro dell’inchiesta, il comune di Monteroni; indagati, invece, con l’accusa di usura, già preconfezionata dalla Procura, quattro persone, tutte del posto che hanno ricevuto l’avviso di garanzia: si tratta di Domenico Giancane, un commerciante di materiale edile con negozi aperti a Monteroni e a Lecce, di un suo dipendente, Giampaolo Guido, di Gianfranco Pati, immischiato sempre con la stessa accusa in una precedente inchiesta, quella dell’imprenditore Roberto Corigliano, e quarto indagato, l’avvocato civilista di 59 anni, Fabio Frassanito. I carabinieri hanno sequestrato vario materiale, documentazione contabile, assegni e vario materiale ritenuto molto utile per i prossimi sviluppi dell’inchiesta. Sono stati visitati uffici, le abitazioni degli indagati e anche le sedi di alcune ditte. Da quanto accertato, i carabinieri hanno perquisito casa dell’avvocato Frassanito e non il suo studio e il convoilgimento del civilista nell’inchiesta potrebbe essere riconducibile alla stessa attività lavorativa dell’avvocato. Al momento non si sa se l’indagine sia scattata grazie alla segnalazione di qualche vittima o se l’input sia partito direttamente dalla Procura sulla scorta di alcune risultanze investigative. Di certo i movimenti dei carabinieri in giornata a Monteroni non sono passati inosservati per tutti quei residenti che hanno incrociato gli uomini in divisa. Indagine solo iniziata, per cui gli avvisi di garanzia non si devono assolutamente ritenere un’ipotesi di colpevolezza a carico degli indagati.

 

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