Martedì prossimo Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Stefano Rodotà e il segretario della Fiom Maurizio Landini depositeranno in Cassazione i quesiti sul lavoro contro ”la vergogna dello sfregio dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e dell’art.8”.

Lo ha ricordato lo stesso Vendola, presente ieri alla seconda giornata del Forum ‘Sbilanciamoci’, la ‘Contro-Cernobbio’ promossa da sigle e associazioni della societa’ civile a capodarco di Fermo. Secondo il governatore della Puglia e leader di Sel ”questo e’ gia’ un pezzo di programma perche’ per ricostruire le relazioni umane c’e’ bisogno di ripartire dalla civilta’ del lavoro e ricollocare il lavoro in una terra di diritti”.
Nel dibattito con Vendola si e’ parlato di una politica ”impotente di fronte alla finanza, ma strapotente nei confronti della societa”. ”La forma partito – ha detto – e’ un fantasma che si aggira nei nostri discorsi, che cerchiamo di riacciuffare perchè‚ protettiva”, anche se ormai e’ ”saltata”. Per questo ”la mia passione non e’ il partito, ma questa partita di cambiamento” che non si gioca sulla scacchiere politico ma attraverso il dialogo con tutte le energie antiliberiste e intorno a ”un’agenda concreta di cambiamento”.
C’e’ stato anche un passaggio sull’Ilva e la diossina, che non e’ solo un problema di Taranto. ”C’e’ chi pensa – ha osservato – che sia possibile uscire dall’industria. Penso che sia un pregiudizio reazionario nei confronti dell’industria”. La sfida e’ invece ambientalizzare. E Vendola ha rivendicato ”una posizione culturale di equilibrio tra diritto al lavoro e salvaguardia della persona”.

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