Le società in house costituite per la gestione dei servizi di pulizia e ausiliariato non saranno sciolte o vendute ai privati, come lasciava presagire l’art. 4 della legge sulla spendig review.

Lo comunica in una nota l’Usppi/Puglia.  La legge di conversione ne ha modificato i contenuti. Infatti l’assessore alla salute Attolini ha scritto (su forte sollecitazione del sindacato Usppi – vedasi la denuncia pubblicata sul giornale della gazzetta del mezzogiorno) una lettera ai direttori delle Asl per impartire indispensabili direttive e portare il percorso a buon fine.

Secondo il sindacato Usppi e del suo segretario generale Nicola Brescia, la legge di conversione, ha stabilito delle deroghe all’obbligo di vendere o dismettere le società interne all’amministrazione. Tali eccezioni operano a determinate condizioni: a) che si tratti di società che rispondano ai principi comunitari del cosidetto modello in house; b) che siano loro affidate solo “attività connesse” con le funzioni amministrative assegnate dalla Costituzione agli enti locali (tra queste la sanità); c) che entro il 14 novembre gli enti controllanti (le Asl ) adottino “piani di ristrutturazione” delle società controllate (la sanitaservice) : atti da inviare al commissario per la spendig review, Enrico Bondi, perche emetta il proprio parere vincolante.

Secondo Nicola Brescia leader dell’Usppi, le sanitaservice pugliesi rispondono sia al primo requisito che al secondo, La lettera dell’assessore Attolini, serve a realizzare il terzo e fondamentale tassello: l’assessore scrive perché le Asl predispongano entro il 14 novembre il piano di ristrutturazione, che dovrà contenere informazioni su “assetto societario, governante, gestione operativa , risorse umane e finanziarie, investimenti, formazione. Il commissario Bondi dovrà esprimersi sulla congruità del piano e dare il via libera definitivo. Ora la partita è nelle mani dei manager delle Asl.

 

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