Il Road Show Italia, l’iniziativa avviata dall’Associazione Bancari Italiani ha fatto tappa a Lecce. Gremitissima la sala dell’hotel Tiziano, dove questa mattina si è tenuta la tavola rotonda “ Le banche per il paese” .

La tappa leccese, quinto appuntamento dopo Cuneo, Vicenza, Ancona e Viterbo ha rappresentato un momento di confronto tra i principali  rappresentanti  istituzionali, imprenditoriali, civili e sociali, presenti sul territorio, sulle possibili soluzioni per uscire dalla crisi.

All’incontro infatti hanno partecipato, oltre agli addetti ai lavori,  il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, l’imprenditore Giovanni Semeraro, il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il Presidente di Coldiretti Salvatore Piccino e diversi imprenditori salentini.

L’iniziativa è stata avviata dall’ Abi con l’obiettivo di raggiungere i territori e rendere ancora più concreto ed evidente quanto le banche fanno per la comunità, soprattutto nella difficile fase congiunturale che il Paese sta attraversando.

«Le banche italiane continuano ad assicurare il necessario sostegno alle imprese, alle famiglie e al Paese in un contesto di perdurante difficoltà», ha detto il Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini , «In Italia – ha ribadito – le imprese bancarie e le altre imprese condividono un destino comune. È partendo da questa consapevolezza che da più di due anni l’ABI lavora con le altre associazioni di impresa per costruire le soluzioni per reggere l’impatto della crisi e ripartire insieme».

Le banche italiane starebbero, dunque, intervenendo al meglio nell’emergenza della crisi, scontando fattori negativi di domanda legati al peggioramento congiunturale, al deterioramento della qualità del credito e alla situazione di liquidità. In altre parole, per Sabatini «uno spread che viaggia ad oltre 310 punti significa inevitabilmente meno liquidità per le banche e costi più alti per finanziarsi, e quindi credito più difficoltoso per imprese e famiglie».

Le banche saranno, nel 2013-2017, gravate da nuove forme di aumento della pressione fiscale per oltre 5 miliardi. Ciò significa un incremento a livelli lontani dai principali competitors europei: nella media degli ultimi 10 anni si è registrata una tassazione superiore di 15 punti percentuali. Tale onere comporta un effetto negativo sulla capacità di autofinanziamento delle banche italiane, che si riflette in una minore capacità di sostenere l’economia e conseguentemente in una riduzione del gettito complessivo.

«In questo modo viene messo in discussione un modello virtuoso di fare banca, vicino a imprese e famiglie- conclude Sabatini e rassicura:« un modello di attività al quale le banche italiane sono fortemente attaccate e a cui non vogliono rinunciare».

Eliana Degennaro

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