La spending review colpisce anche le società partecipate. Stando alla legge 95 del 2012, entro il 31 dicembre dovrebbe esserci lo scioglimento o l’alienazione, cioè la vendita, se non interviene nel frattempo una ristrutturazione interna per l’autonomia

 

A meno che le Società non svolgono servizio di interesse generale, anche aventi rilevanza economica. L’attività svolta da Alba Service – fa sapere il consigliere provinciale Pd, Alfonso Rampino,  può essere distinta in due diversi rami: a) servizi di interesse generale; b) servizi strumentali all’attività dell’Ente proprietario. Non c’è dubbio, infatti, che l’attività di manutenzione di strade, di ripristino di sedi stradali post incidenti e soprattutto la manutenzione di edifici d’uso pubblico, quali le scuole, siano da considerare nella prima categoria. “Alla luce di ciò, è chiaro che lo sforzo che tutti insieme dobbiamo compiere – aggiunge Rampino – soprattutto a tutela dei livelli occupazionali, non può non tenere conto di tale argomentazione che, nel quadro di  incertezza quale quello attuale, rappresenta comunque un appiglio normativo che doverosamente dobbiamo approfondire”.

L’Amministratore Unico di Alba Service spa risponde ai rilievi del consigliere provinciale del Partito Democratico Alfonso Rampino: “Il parere cui fa riferimento Rampino, purtroppo, é stata abbondantemente superata dalla Spending Review”.

Noto con grande piacere che il tema dello scioglimento delle società partecipate sta diventando oggetto di dibattito politico, riguardando da vicino la situazione occupazionale di numerosissimi salentini. I rilievi del consigliere Alfonso Rampino, nello specifico, si rifanno però al parere del Segretario Generale della Provincia di Lecce che, nel 2008, ravvide in Alba Service peculiarità che oggi “potrebbero” renderla salva dal Decreto Legislativo numero 95 del 2012. Entrando nel particolare, il Segretario menzionava la presenza, all’interno di Alba Service, delle tipologie di servizi che oggi “verrebbero” esonerati dalle disposizioni del Governo centrale: società che svolgono servizi di interesse generale, anche di valenza economica e società che svolgono servizi strumentali all’ente proprietario.

Se così fosse, sarebbero inutili le nostre preoccupazioni perché, di fatto, Alba Service, sulla carta, sarebbe già salva.

Purtroppo la situazione è diversa. Il parere chiamato in questione, a mio avviso e dei tanti commentatori che dibattono ogni giorno sulla questione, è stato abbondantemente superato dalle prescrizioni contenute dalla Spending Review; che la concessione della deroga comporta una analisi del territorio, che ne descriva l’assetto sociale ed economico, tale da motivare l’Antitrust a concedere la deroga alla legge; che indicazioni sulle società che possono godere di un piano di ristrutturazione sono state date, ma riguardano società partecipate che ottengono affidamenti non inferiori ai 200mila euro (e non è il caso di Alba Service).

Apprezzo il tentativo di distendere gli animi e di tranquillizzare i nostri lavoratori, ma il destino di Alba Service non può e non deve restare appeso a un cavillo legislativo. Tutti gli attori sociali devono fare la loro parte e dare il giusto peso a una situazione che è critica e delicata. Da manager sono convinto che la partecipata della Provincia di Lecce dia una valido contributo al nostro territorio, in fatto di servizi e di presenza. Sono anche consapevole che sono in tanti a crederlo: purtroppo, però, non saremo noi a deciderne le sorti. La situazione è extraterritoriale e interessa società partecipate di tutto il Paese che, più o quanto Alba Service, sono fondamentali per lo svolgimento di servizi fondamentali. Muoviamoci insieme, senza sminuire una questione che, al contrario, nei prossimi mesi chiamerà tutti noi a grandi sforzi e a una seria riflessione.

Damiano D’Autilia

Amministratore Unico

 

 

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