Il sit-in di oggiSit in di protesta del sindacato dei poliziotti, nei pressi della Questura di Lecce contro l’ipotesi del Governo di innalzare l’età pensionistica per i poliziotti e la riduzione dell’organico. “I tagli del Governo, il nuovo regolamento pensionistico e le penalizzazioni della legge di stabilità per il 2013 non giovano alla sicurezza dei cittadini, vogliamo farlo sapere”

Le Segreterie Provinciali di SIAP, SILP per la CGIL e Coisp si sono ritrovate questa mattina davanti alla Questura di Lecce, per un  volantinaggio informativo su quanto rischiano, oltre ai corpi delle forze dell’ordine, anche i cittadini. “Il Governo, senza un vero confronto con le organizzazioni sindacali, ha ipotizzato una modifica al sistema pensionistico delle forze di Polizia, delle forze Armate e dei Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico, con la quale si prevede l’innalzamento dell’età media degli operatori con conseguenti ricadute negative sull’operatività del servizio e, quindi, sulla sicurezza dei cittadini e sulla salute degli appartenenti al Comparto”. Si legge sui volantini.

Le iniziative del Governo, tra l’altro non tengono conto delle norme di Comparto che prevedono ottime prestazioni psicofisiche per lo svolgimento del servizio operativo da parte delle forze dell’ordine. “Si richiedo capacità psicofisiche rigidissime per l’arruolamento – ha dichiarato il segretario provinciale Silp, Antonio Ianne, e poi si mandano per strada poliziotti over 60, perché è questo il rischio se le proposte governative diventeranno effettive”.

La protesta di oggi, tuttavia, non verteva solo sull’aspetto pensionistico ma per tutte quelle carenze che avranno una ricaduta sui cittadini. A partire dalla riduzione dell’organico,  oltre seimila unità per il solo comparto della polizia, con conseguente minore sicurezza sulle strade, carenza di indagini e tanto altro. Il turn over, cioè l’impossibilità di sostituire chi andrà in pensione con altri agenti, sarà bloccato al 20 per cento per il triennio 2012-2014 e al 50 per cento per il 2015 e i contratti resteranno bloccati fino al 2014.

Il problema apparentemente di servizio, si tradurrà in problemi di difesa dei cittadini. Le forze interessate, polizia, carabinieri, vigili del fuoco e di soccorso pubblico, avranno delle limitazioni che comprometteranno l’intero sistema sociale del Paese il quale, nel tentativo di rimettere a posto i conti, non fa i conti con l’ordine pubblico a cui le forze dell’ordine sono deputate.

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