“Quella droga non è mia, io in quella casa non ci vivo più da tempo e l’auto in cui avete trovato la sostanza stupefacente è utilizzata da una terza persona”.

Si è difeso respingendo qualsiasi accusa Luca Dattis, 30enne, residente a San Cataldo, arrestato nella serata di venerdì scorso dai finanzieri della Compagnia di Lecce con le accuse di produzione e traffico di sostanze stupefacenti. Davanti al gip Cinzia Vergine, il giovane, difeso dall’avvocato Anna Grazia Maraschio, ha sostenuto la propria versione dei fatti sottolineando con forza la propria estraneità circa il ritrovamento di oltre 34 chili di marijuana all’interno di una sua abitazione. In quella casa, a suo dire, Dattis non vivrebbe ormai da tempo, circa un mese e sarebbe nella disponibilità di una terza persona le cui generalità sono state fornite dall’arrestato. E su tale questione, il 30enne ha esibito un’ampia documentazione. Anche l’auto nella quale è stata ritrovata la droga non sarebbe di sua proprietà ma sarebbe utilizzata sempre dal nuovo proprietario dell’immobile. L’arresto venne compiuto, come detto, nella serata di venerdì scorso.  L’uomo venne bloccato nella zona 167 di Lecce. Dattis, da subito, evidenziò un forte stato stato d’ansia che spinse i finanzieri ad effettuare un’accurata perquisizione domiciliare con l’ausilio delle unita’ cinofile.
E all’interno di una villetta in fase di ultimazione vigilata a vista da un cane di razza pitbull, anche grazie al fiuto del cane antidroga Valex, vennero scovati all’interno del portabagagli di un’auto di grossa cilindrata ben 32 “panetti” rettangolari con dentro la marijuana. Dattis venne così arrestato. Il gip Cinzia Vergine deciderà nelle prossime ore sulla convalida o meno dell’arresto.

 

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