Rendiconto del 2011 e Variazioni di Bilancio ai lavori del Consiglio comunale di oggi. Pochi punti all’ordine del giorno ma che hanno impegnato l’assise per diverse ore nella trattazione di argomenti già discussi nelle commissioni competenti. Il lodo Leadri sembrava dover essere il più dibattuto, ma ha tenuto banco anche la sentenza della Corte d’Appello di Lecce che condanna il Comune al risarcimento per un esproprio ritenuto illegittimo

 

A fare da cornice all’Assise di oggi ci hanno pensato gli operatori della Darsena di San Cataldo, che da mesi protestano contro la decisione del Comune di Lecce di affidare la gestione della Darsena alla società “Marina di Portisco”. La società, che ha ottenuto la concessione attraverso bando di gara, non ha rispettato l’accordo secondo il quale avrebbe dovuto assumere i sei lavoratori che da anni svolgono la mansione di ormeggiatori. A nulla sono valse finora le proteste, lo stato di agitazione e l’intervento legale e sindacale. Questa sera i lavoratori, sostenuti dal rappresentante sindacale Uilt ucs, hanno chiesto attraverso un comunicato l’impegno del sindaco in difesa dei sei posti di lavoro.

I lavori, tuttavia, non hanno lasciato spazio alle proteste. Nell’esposizione del rendiconto del 2011, l’assessore Monosi ha esordito a partire dal 2009, quando il Comune subiva un debito per residui attivi di circa 17 milioni di euro, per arrivare a meno di 4 milioni nel 2012. Mentre il 2011, secondo Monosi, considerando la notevole riduzione di disavanzo e l’aumento dei flussi finanziari di cassa, si sarebbe chiuso con un segno positivo. Dove per flussi di cassa si intende la lotta all’evasione, ma anche gli introiti derivanti dalle multe che Monosi ha giustificato in una giusta disciplina per la città. Meno entusiasta dei risultati è apparso il consigliere di minoranza Torricelli (Pd): “spostate i numeri a vostro piacimento ma prima o poi la pazienza dei bilanci finisce e dovete fare i conti con i buchi”. Dello stesso tono l’intervento del consigliere Salvemini di “Lecce bene comune”, secondo il quale la questione bilancio è più grave di quel che sembra perché non si mette mai in chiaro. “I 106 milioni accertati nel 2011 diventano 120 nel 2012”. Il consuntivo è stato comunque approvato con 23 favorevoli e 9 contrari su 32 presenti.

Sempre in tema bilanci, sono stati due i punti di riconoscimento di debiti fuori bilancio per cui si è dovuta attuare la variazione. La sentenza 455 del 2010, della Corte d’Appello di Lecce, accogliendo il ricorso di un privato cittadino sull’esproprio di un terreno, ha condannato il Comune al pagamento di 500mila euro più gli oneri per un totale di 577,068 euro. Il collegio dei Revisori dei Conti ha accertato di poter procedere alla variazione sul bilancio di previsione del 2012 ma la questione ha scatenato una bagarre nell’assise. Molti dei consiglieri di minoranza, Torricelli, Capone, Salvemini, Melica, non hanno giustificato la Giunta per aver accettato passivamente la sentenza, apparsa ingiusta visto che il terreno in questione era soggetto a vincolo con un valore di mercato limitato, invece di fare ricorso. Anche la variazione è stata approvata con 21 voti favorevoli e 8 contrari su 29 presenti.

Stessa estenuante discussione su quello che è stato ribattezzato come Lodo Leadri: il contenzioso nato tra il Comune di Lecce committente della costruzione del lotto per la tangenziale Est e la ditta esecutrice Leadri. Si tratta di 23 milioni di euro per i quali il Comune aveva chiesto, nel 2010, un prestito di quasi 9 milioni alla Cassa Depositi e Prestiti poi non concesso. La cifra per far fronte al contenzioso, è stata in ultima istanza chiesta e accordata dalla Regione. Prima di far fronte al debito, tuttavia, è stato necessario deliberare per la variazione di bilancio nonostante il parere negativo dei revisori dei conti e di quella parte di minoranza, Torricelli, Salvemini, Melica, che considerano la questione lodo Leadri un grande rischio di dissesto per il Comune di Lecce qualora la Regione non rispettasse l’impegno preso.

 

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