Primo incontro territoriale questa mattina per gli attori coinvolti nel progetto “Nostra – Network of Straits”, ovvero la rete degli stretti europei nata nel 2010 e che coinvolge otto tra gli stretti più conosciuti dell’Europa.

Il Canale d’Otranto, lo Stretto di Messina e il Canale di Messina vengono perciò coinvolti assieme allo Stretto di Dover, allo Stretto di Kvarken, al Golfo di Finlandia, allo Stretto di FehmarnBelt e allo Stretto di Bonifacio in un network che ha lo scopo di creare delle buone politiche per meglio sfruttare e proteggere dei luoghi che nonostante la distanza, presentano tematiche e problematiche comuni. Economia, inquinamento, politiche sociali, sono tanti i punti che legano questi otto luoghi, adesso uniti da un protocollo d’intesa ideato a Pas de Calais in Francia che si pongono l’obiettivo dello sviluppo economico senza mettere in pericolo ambiente e biodiversità. A Calais lo scorso aprile la Provincia di Lecce – legata all’albanese Valona dal Canale d’Otranto – ha partecipato alla tavola rotonda dal titolo “Una governance degli stretti compatibile con il rispetto della biodiversità e dell’eredità naturale”. Negli stessi giorni la Provincia ha sottoscritto il “Partnership Agreement” con il capofila Pas-de-Calais County Council.
Questo progetto si svilupperà in tre anni e prevede altrettante fasi: nella prima, che ha compreso tutto questo 2012 l’obiettivo è stato quello di “Vedere e imparare”. Attraverso un incontro nel Parco Nazionale della Maddalena in Sardegna, i partner dell’iniziativa hanno potuto studiare quanto è stato finora realizzato attraverso le politiche delle amministrazioni in merito alla gestione dello stretto di Bonifacio. Ancora il primo step ha previsto l’incontro di questa mattina nell’aula consiliare di Palazzo dei Celestini, assieme ai partner locali che sono coinvolti nel progetto che vede il nostro Canale d’Otranto protagonista: la Regione Puglia, assieme alla Provincia, la Capitaneria di Porto, i Sindaci e le istituzioni di Otranto e l’Università del Salento. Da questo incontro sono nate alcune proposte e alcuni suggerimenti che saranno raggruppati e portati negli incontri previsti per la seconda fase, nell’arco del 2013 e  che si terranno nel Kent in Inghilterra. Qui si analizzerà e si cercherà di capire quali siano le situazioni comuni dei soggetti interessati e quali le proposte a livello di trasporti, sicurezza marittima, analisi dei fondali, ecc.
Infine per il 2014 è prevista l’ultima fase, quella del “Pensare e agire”, dove si stilerà una guida delle buone politiche che darà modo ad ogni soggetto interessato di avere a disposizione idee e regole da utilizzare per sfruttare al meglio la situazione.

“Parliamo di flussi di passeggeri,” spiega l’assessore al turismo e al marketing territoriale Eugenio Pacella, “di merci e anche di immigrati. Dobbiamo capire se lo stretto è un luogo di passaggio o un ponte tra due territori e quindi luogo di sviluppo economico. E ancora, come possiamo difendere la biodiversità.”
Tra le tante tematiche non mancherà nemmeno di discutere del famoso gasdotto TAP che minerebbe la costa salentina adriatica e che tanto nei mesi scorsi ha causato polemiche.
Si tratta insomma di un lavoro molto complesso ma che riguarda delle realtà molto simili tra loro.
“Questo è un tema molto sensibile”, ha infatti aggiunto Carmelo Calamia, responsabile delle politiche comunitarie della Provincia di Lecce. “e particolarmente a livello politico, perché tutti i territori degli stretti sono sempre marginali e lontani dalle capitali e che quindi vivono problematiche molto simili”.
Il progetto “Nostra”, approvato nell’ambito del programma di cooperazione interregionale Interreg IV C, ha una copertura finanziaria per il 75% a carico della Commissione europea e per il restante 25%  a totale carico del Fondo di rotazione nazionale. Il budget assegnato alla Provincia di Lecce è di 182mila euro.

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