L’uomo che avanza è colui che per la maglia giallorossa non ha mai arretrato di un centimetro: Ernesto Javier Chevanton è tornato. Dopo il tributo offerto dall’attaccante uruguaiano alla curva nord al termine della abbuffata Lecce – Virtus Entella, il simbolo dei tifosi è pronto a ritagliarsi uno spazio importante in questo Lecce versione Lega Pro.

Gli anni gloriosi dei gol da antologia  segnati contro Juventus, Milan e Roma, solo per citare alcune delle vittime del sudamericano, sono fasti lontani che Chevanton tenterà di ripetere in una categoria a lui inedita, ma non per questo meno stimolante. ““Il torneo della Lega Pro non lo avevo mai fatto prima e lo reputo duro e insidioso. Se lavoriamo con intensità e la giusta umiltà riusciremo a venirne a capo e torneremo in serie B. In verità spero di essere in cadetteria già ad aprile”.

“E’ stato importante rompere il ghiaccio contro l’Entella anche se solo per una manciata di minuti, ma dopo un infortunio di 8 mesi credo sia già un grosso passo in avanti. Dal Punto di vista mentale – spiega Cheva – è stato fondamentale entrare in campo e dare il mio contributo in quella che per me è stata la prima gara ufficiale dopo tantissimo tempo. Credo che dopo Natale sarò al top della condizione e per questo devo ringraziare chi mi ha curato durante queto lungo periodo come il preparatore De Luca, il dottore Palaia e il massaggiatore Laudisa.

Nel reparto avanzato, l’esplosione di Foti unita alla verve  degli astri nascenti Falco e Chiricò, non sembrano destare preoccupazioni in fatto di concorrenza al gotha giallorosso: “per me l’unica cosa che conta è che vinca il Lecce; non importa chi giochi. Poise posso giocare a segnare ben venga, ma ciò che vale è il bene della squadra per tornare subito nel calcio che conta. Siamo tutti felici perché siamo un gruppo unito ed io insieme ai senatori dobbiamo dare una mano ai giovani nel loro processo di crescita”.

Durante la conferenza stampa Chevanton ha inviato gli ennesimi messaggi d’amore alla tifoseria leccese con la quale, da oltre dieci anni, vive un rapporto  viscerale: “l’enorme amore  da parte di questa piazza nei miei riguardi è corrisposta in egual misura.  Sono felice di essere tornato a vestire questi colori che per me sono una seconda pelle”.

 

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