C’è un altro foglio nelle mani degli inquirenti scritto da Salvatore Milito, il 40enne di Squinzano, arrestato il 26 settembre scorso con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Marino Manca e Luca Greco, anch’essi residenti nel comune nord salentino

 

Il nuovo sequestro, dopo quello di una prima lettera, risale a venerdì mattina. Durante l’ora di colloquio con il figlio di appena 12 anni, Milito avrebbe cercato di consegnare la sfoglia al ragazzino ma il movimento, seppur sotto banco, non sarebbe sfuggito agli agenti di polizia penitenziaria che recuperarono la carta prima ancora che il figlio potesse nasconderla nelle tasche.

Nel decreto di sequestro si fa riferimento ad un pezzo di carta ritenuto “attinente con le indagini in corso”. Da quanto appurato, il foglio sarebbe stato scritto a penna senza un destinatario preciso e nello scritto, secondo quanto riferito dallo stesso Milito ai propri avvocati difensori Cosimo Rampino e Giovanni Valentini, si farebbe riferimento ad  indicazioni destinate ad alcune persone vicine allo stesso Milito.

Per gli inquirenti, la realtà sarebbe un’altra. L’effettivo contenuto, non ancora sdoganato, sarebbe invece ritenuto molto utile per il prosieguo delle indagini con espliciti riferimenti a fatti e persone e seppur sotto traccia le indagini proseguono a ritmo serrato per accertare i presunti componenti e con quali ruoli all’interno di scacchiere differenti abbiano tentato a Squinzano di destabilizzare il clima a suon di pistolettate. Il 27 settembre scorso ci fu il sequestro sempre in carcere di una prima lettera a firma di Salvatore Milito e destinata a Luciano Liuzzi, il 35enne di Squinzano, finito nuovamente nei guai appena sei giorni fa nell’ambito dell’operazione “Break Open”. In quello scritto si parlava di famiglia e fratelli ma per la Procura i legami non sarebbero di sangue ma di ben altra natura.

 

 

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