Nel titolo stesso si individua una voluta provocazione. Alla squadra non manca assolutamente nulla; è stata ben costruita, sembra che cominci ad esserci la mentalità giusta per la categoria, c’è, come al solito, uno zoccolo duro di tifoseria che ci è invidiata da tutta Italia, c’è un tecnico in rampa di lancio

da qualche anno e che aspetta soltanto la consacrazione, ci sono giovani di valore e talento che rappresentano anche un futuro societario, c’è insomma tutto quanto occorre per far bene.
Ed allora perché quel titolo? Perché ancora, a mio parere, manca il vertice societario, nel senso di un Presidente a tutto tondo e dei suoi organi demoltiplicatori. Le vicende di questi ultimi giorni hanno destato qualche perplessità nella tifoseria che ha temuto, e teme ancora, che possano apparire sulla scena gli ultimi artefici di questa disastrata annata. Sentire che il passaggio di proprietà è ancora slittato di qualche giorno, leggere che c’è qualche “debito” apparso improvvisamente all’ultimo momento, constatare che ai calciatori ancora non sono stati pagati gli stipendi e che, “absit iniuria verbis” si rischia anche una penalizzazione per tale omessa attività, fa molto arrabbiare, e mi tengo basso e corretto con il verbo, tutta la tifoseria. Sentire scaricarsi le responsabilità fra l’uscente ed il subentrante non giova certamente a mantenere l’ambiente gasato alla giusta maniera. Credo che se la precedente gestione, che comunque ha anche grandissimi meriti annullati con il patatrac finale, volesse riguadagnare un minimo di credibilità verso la tifoseria per essere ricordata come la gestione che ha salvato il Lecce e non come quella che lo ha affossato, non ha che adottare l’unico serio provvedimento del momento: sfumare come in una dissolvenza cinematografica  al termine della quale c’è la parola FINE. Sarebbe un modo elegante per lasciare perché, oggi come non mai, il Lecce ha bisogno di un Presidente cui fare riferimento ed a cui addebitare meriti e demeriti e la tifoseria vuole, insiste per avere un rapporto più diretto e meno paludato di prima.
Non so se con questa nuova dirigenza si potrà ottenere quella che nel calcio è una utopia: essere messi, almeno ogni tanto,  al corrente del bilancio societario in nome di una trasparenza e per rispetto verso i tifosi paganti (mi riferisco a loro e non ai tantissimi, ancora, portoghesi).
Come si nota ho scritto poco o niente sul Lecce squadra, perché non saprei da dove iniziare. Del resto cosa dire di una squadra che centra le prime cinque partite, che ha già cinque punti di vantaggio sulla seconda, che domenica con il Tritium ha schierato 10/11 nuovi (solo Benassi della vecchia guardia) che sembra un rullo compressore? Nulla se non raccomandare che, comunque, nel calcio è sempre bene tenere gli occhi aperti ed i piedi per terra perché potranno anche venire momenti meno positivi ma che questa squadra ha in sé gli antidoti per superarli. Infine cosa effettivamente vogliamo noi tifosi? Sbrighiamoci con questo passaggio di consegne perché vogliamo un Presidente!

 

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