250 mila euro è la richiesta di risarcimento danni richiesta da Giovanni Conversano, ex tronista di “Uomini e Donne” nei confronti di Lele Mora, Ciro Petrone e Claudio Di Napoli, accusati di diffamazione a mezzo televisivo per alcune dichiarazioni rilasciate dal manager e talent scout e dagli altri due “artisti” televisivi

 

nel corso del programma televisivo “Pomeriggio Cinque”, nel marzo scorso. In quella puntata Mora avrebbe accusato Conversano di avergli rubato delle carte di credito in occasione di una serata in cui era ospite il modello leccese. Nell’udienza celebratasi dinanzi al gup Alcide Maritati, gli avvocati difensori Tania Rizzo e Piero Mongelli hanno formalizzato la loro richiesta risarcitoria annunciando che Conversano, escluse le spese legali, intende destinare il resto della cospicua somma ad un’associazione benefica che verrà indicata dallo stesso fotomodello in Tribunale prima dell’inizio del processo. Nel corso della stessa udienza, gli avvocati degli imputati, i legali Vincenzo Perrone e Michele Cianci, hanno sollevato un’eccezione preliminare per incompetenza funzionale. Per quel tipo di reato, diffamazione a mezzo televisino, infatti, non è prevista l’udienza preliminare ma deve essere investito direttamente il Tribunale e il gup Alcide Maritati, facendo sua l’istanza, ha ritrasmesso gli atti al pm affinchè disponga la citazione diretta a giudizio dinanzi al Tribunale competente. Per quelle offese subite in televisione, era scattata la denuncia del 33enne ex calciatore delle giovanili del Lecce, e la relativa apertura di un fascicolo. A metà ottobre dello scorso anno, l’ex tronista venne anche ascoltato in Procura e spiegò di non aver mai sottratto nulla a Mora, facendo anche delle precisazioni riguardo ai rapporti lavorativi tra i due. Su richiesta del pubblico ministero, i carabinieri avevano anche acquisito la registrazione della puntata oggetto della denuncia.

 

 

 

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