”In merito al servizio sull’ Istituto penale per minorenni di Lecce, trasmesso dal tg satirico ‘Striscia la notizia’ nell’edizione di ieri”, il capo Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero, Caterina Chinnici, precisa che ”l’Istituto è stato disattivato nel luglio 2007

per consentire i lavori di ristrutturazione, terminati nel giugno 2012. Nel corso di questi cinque anni il personale di polizia penitenziaria e’ stato ridotto da 47 a 16 unita’, mentre quello civile da 19 a 13 unita”’.
”Il personale di Polizia Penitenziaria rimasto in servizio durante il periodo dei lavori -viene rilevato- non si e’ tuttavia limitato a curare la vigilanza delle strutture (Centro di prima accoglienza, Comunita’ ministeriale, uffici amministrativi) e dell’area demaniale, ma è stato attivamente impiegato nella vigilanza e custodia dei minori nel Centro di prima accoglienza leccese – rimasto sempre funzionante – e ha continuato a compiere servizi di traduzione e accompagnamento dei minori. Gli stessi poliziotti penitenziari sono stati impiegati anche in servizi di supporto al reparto dell’Istituto Penale per i Minorenni di Bari. Quanto al personale amministrativo, ha continuato ad espletare le attivita’ amministrativo-contabili dei servizi minorili collegati all’Istituto di Lecce: Servizi sociali minorenni di Lecce e di Taranto, Centri di Prima Accoglienza di Lecce e di Taranto, Comunita’ ministeriale di Lecce, Uffici giudiziari minorili di Lecce e Taranto”.
Il lavoro straordinario per il personale di Polizia Penitenziaria ”e’ stato utilizzato esclusivamente per lo svolgimento dei compiti istituzionali quali accompagnamento e traduzione dei minori, copertura turni di servizio e supporto operativo all’Ipm di Bari. A fronte di una media annuale di circa 4.450 ore nel periodo antecedente la disattivazione dell’Ipm si e’ passati alle 399 ore nel 2011”. Infine, il capo del Dipartimento per la giustizia minorile precisa che, ”conclusi i lavori di ristrutturazione, si sta lavorando alla verifica delle ipotesi di riattivazione della struttura, da destinare ad interventi rivolti all’area del disagio giovanile”