Da quattro anni e sei mesi in primo grado a due anni ed otto mesi in Appello. E’ stata parzialmente riformata dai giudici di secondo grado, (Presidente Giacomo Conte), la condanna nei confronti di Giovanni Mazzotta, imprenditore leccese di 38 anni, finito in manette lo scorso 21 luglio 2011 con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

All’imprenditore sono state riconosciute le attenuanti generiche, considerato il suo stato di incensuratezza. Il procuratore generale Nicola D’Amato aveva chiesto la conferma della condanna emessa in primo grado, in abbreviato, dal gup Nicola Lariccia, lo scorso 14 febbraio. L’uomo, molto conosciuto nel capoluogo salentino, finì nei guai, il 21 luglio 2011, a seguito di una perquisizione personale e domiciliare. I carabinieri, dopo averlo fermato, lo trovarono in possesso di circa 8 grammi di hashish. A quel punto scattò il controllo in casa dell’imprenditore, dove i militari trovarono all’interno di un termoconvettore, due buste in cellophane, contenenti rispettivamente quasi 11 grammi di cocaina e oltre 100 di hashish. Mazzotta era difeso dall’avvocato Elio Dongiovanni e il legale nei prossimi giorni depositerà istanza di scarcerazione presso la cancelleria della Corte d’Appello per il suo assistito, tuttora ai domiciliari.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.