La situazione abitativa nel Paese ha raggiunto livelli di disagio non più accettabili. Una fetta sempre più ampia di popolazione, colpita dalla crisi, non riesce a pagare l’affitto.  La morosità è infatti oggi la principale causa dei provvedimenti di sfratto , che contano un numero crescente

di esecuzioni a livello nazionale. La provincia di Lecce in particolare, ha  registrato un aumento  del 7,32% nell’ultimo anno, posizionandosi al terzo posto tra le province della Regione. Tradotto in cifre, vuol dire che sul nostro territorio ben 277 sfratti sono stati eseguiti nel 2011 altri 1.012 sono in attesa di esecuzione. L’allarme sfratti era già stato lanciato dal Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari, che ha invitato più volte il Comune di Lecce a farsi carico dell’emergenza con soluzioni abitative urgenti per quelle famiglie costrette a rinunciare alla casa.
Tabelle alla mano,i numeri, ahimè, non fanno ben sperare.

Il Governo senz’altro non tende una mano agli inquilini. Anzi i recenti provvedimenti hanno, da un lato eliminato qualsiasi presidio sociale diretto per l’affitto, fondo affitti e finanziamenti per l’edilizia pubblica, dall’altro con le misure fiscali sulla casa e sui redditi da locazione, non hanno sicuramente contribuito ad un contenimento del caro casa. “ Ad oggi non vi è stato nessun intervento economico o fiscale del Governo a favore degli inquilini” si legge nel documento siglato dai sindacati che oggi sono passati all’azione su tutto il territorio nazionale. Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini hanno infatti promosso , nella giornata di oggi, la campagna di mobilitazione contro il disagio abitativo e  gli sfratti “ Abbassare gli affitti e fermare gli sfratti”,  con presidi presso le Prefetture. In via XXV Luglio, sede prefettizia di Lecce, questa mattina i rappresentanti delle sigle sindacali citate, sono stati accolti dal Capo di Gabinetto, dott. Guido Aprea per discutere delle misure da prendere a contrasto del fenomeno allarmante.« Abbiamo chiesto al Prefetto che il problema venga affrontato attraverso ulteriori misure che prevedano maggiori finanziamenti per gli alloggi popolari- spiega Mario Vantaggiato, segretario provinciale Sunia Lecce. -Occorre che il comune di Lecce e quelli della provincia con densità abitativa numerosa , investano in misura maggiore nell’edilizia residenziale pubblica attraverso la costruzione di nuovi alloggi popolari da destinare alla povera gente che non più pagare un canone di locazione » conclude.
Nel documento, presentato oggi al rappresentante istituzionale,si leggono una serie di misure che, se adottate, consentirebbero a chi cerca o vive in affitto di vedere migliorata la propria condizione abitativa. Prima fra tutte la proroga degli sfratti al 31 dicembre 2013, cui seguono il rifinanziamento del Fondo Sostegno Affitti, attraverso la ripartizione obbligatoria tra Stato, regioni e comuni, il rilancio del canone concordato e le detrazioni per gli inquilini del 19% sui canoni, in analogia a quanto previsto per il mutuo sulla prima casa. Sarebbe questo un ulteriore strumento di contrasto all’evasione. Ogni singola città dovrebbe inoltre essere dotata dell’Osservatorio sul fabbisogno abitativo, finalizzato ad acquisire dati sul disagio, la sua composizione sociale e reddituale e la sua localizzazione.
Sono in sintesi queste le istanze di cui il Prefetto Giuliana Perrotta si farà portavoce nei confronti del Ministero degli Interni , durante l’incontro fissato a Roma per il prossimo 23 novembre. All’ordine del giorno l’emergenza abitativa.

 

CONDIVIDI