Ci sarebbe una spedizione punitiva alla base della sparatoria di ieri pomeriggio a Galatone, nei pressi della caffetteria “L’Elix”, in via Vittorio Emanuele, nel centro storico del paese. Secondo quanto accertato da una prima sommaria ricostruzione effettuata dai carabinieri

del Nomr di Gallipoli, Marco Caracciolo, rimasto poi ferito da almeno due colpi di pistola, avrebbe raggiunto il bar per vendicare alcuni affronti subiti da un cugino. L’ultimo episodio risalirebbe ad alcuni giorni prima quando sarebbe stato schiaffeggiato all’interno dell’attività commerciale quando il cugino in stato di ubriachezza aveva sfasciato il locale. Da qui il tentativo di farsi giustizia da sè. Caracciolo avrebbe inizialmente ingaggiato una colluttazione con il titolare del bar. In difesa dell’uomo, sarebbe successivamente intervenuto il figlio, Mattia Marzano per bloccare Caracciolo che colpiva il padre con una chiave a pappagallo. Da lì il parapiglia. Sono partiti i colpi di pistola che hanno colpito il giovane. Trasportato in ospedale non è grave e nelle prossime ore verrà ascoltato dalle forze dell’ordine. La caccia al feritore è scattata prontamente. Raccolti una serie di elementi, i militari hanno ascoltato alcuni testimoni ricostruendo i tasselli di quei momenti di follia. Nella tarda serata di ieri, l’arresto di Marzano con l’accusa di tentato omicidio nonostante il tentativo del padre di addossarsi le responsabilità del fatto di sangue. Il giovane avrebbe anche consegnato la pistola utilizzata per ferire Caracciolo. Marzano si trova agli arresti domiciliari e nelle prossime ore verrà ascoltato dal gip Carlo Cazzela per l’interrogatorio di convalida alla presenza del suo avvocato difensore Roberto De Mitri Aymone.

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