“La salentina Grotta dei Cervi di Porto Badisco, scoperta all’inizio del 1970 è una delle più importanti d’Europa; dovrebbe fare parte del patrimonio mondiale e annoverata tra i beni dell’Unesco.” Lo dichiara il presidente  di SpeleoTrekkingSalento,  Riccardo Rella.

“Sono trascorsi ben quarantadue anni in cui, nella grotta, è avvenuto di tutto, compresi i molteplici tentativi di rendere fruibili, anche in modo virtuale, le testimonianze paleolitiche e neolitiche di circa 6000 anni fa.

E’ noto ed indiscutibile che l’inesorabile alterazione del microclima sta deteriorando, in questi ultimi decenni, quello che per millenni si è conservato chiaro ed inalterato ed è sconvolgente come, ancor oggi, ci si lamenti per mancanza di fondi pubblici senza avere raggiunto l’obiettivo della fruizione turistica.

Oggi, più che mai, la Grotta dei Cervi soffre; soffre per l’indifferenza, soffre per una appropriata e mancata valorizzazione tesa a proteggere il complesso pittorico e quello naturalistico circostante, tenendo la grotta aperta solo per azioni squisitamente scientifiche.

-Era il 1998. Presentai alla Provincia di Lecce, alla Regione Puglia, al Comune di Otranto, ed in apposita conferenza stampa, la mia idea-progetto definita dalla stampa dell’epoca “rivoluzionaria”. Rivoluzionaria, forse, per chi non aveva avuto modo di ammirare, rimanere sbalordito ed apprezzare fortemente il valore della RV3D reale avvolgente. Se fossi stato ascoltato, una sola ripresa RV3D all’interno della Grotta dei Cervi avrebbe, già da allora, risolto, splendidamente, economicamente e definitivamente il problema di salvaguardia e fruizione turistica e scongiurato gli inevitabili, ulteriori danni dovuti alla presenza umana. Come, purtroppo, succede le idee “rivoluzionarie” spesso vengono mal comprese, contestate o disattese.

Oggi, a distanza di ben quattordici anni dal 1998, le immagini in RV3D avvolgente, già all’epoca esistenti, permangono sensazionali; ulteriore conferma mi è stata data ammirando una proiezione mozzafiato realizzata dal team internazionale “La Salle” il cui presidente,  salentino di nascita, speleologo appassionato di foto, ha nuovamente riproposto in una recentissima manifestazione, organizzata dal Gruppo Speleologico di Nardò nel contesto di una mostra fotografica prima al mondo, la cui location è stata una grotta straniera.

Non può, dunque, che confortarmi il constatare che, finalmente, superato il progetto della costruzione in loco di una costosissima struttura sintetica, si è proceduto, sin dal 2003, da parte del Coordinamento SIBA dell’Università del Salento, ispirandosi alla mia primitiva idea del 1998 da me ripetutamente resa pubblica, all’acquisizione digitale 2D e 3D dei pittogrammi parietali.  Ho avuto modo, infatti, di visionare una proiezione 3D della Grotta dei Cervi, proposta dall’Università del Salento in una sala del Castello di Otranto, risultata, però, priva della strabiliante magia coinvolgente che caratterizza le immagini in 3D avvolgenti. Già precedentemente il Gruppo Speleologico di Nardò, che ha realizzato stupefacenti riprese, anche, in grotte sottomarine, ha messo a disposizione dell’Università la propria professionalità  unitamente a quella del team “La Salle” per la fruizione della Grotta con la realtà 3D, senza ricevere, come me, alcuna risposta.

Non sarebbe ora che Università e Istituzioni collaborino con le Associazioni, utilizzando al meglio le risorse umane salentine con le loro idee, anche nella giusta ottica di possibile risparmio di danaro pubblico?

La Grotta dei Cervi è il caso più eclatante; in realtà il monitoraggio in 3D dovrebbe interessare tutte le pitture del mondo rupestre.  Anche la grotta Madonna di Coelimanna di Supersano lancia il suo SOS per la conservazione delle  importanti pitture parietali, sempre più sbiadite! E tante altre.

Chiedo, pertanto, alle Istituzioni ed Università, di concordare con SpeleoTrekkingSalento insieme al Gruppo   Speleologico di Nardò una proiezione pubblica in luogo idoneo, in RV3D avvolgente, già realizzata dal team “La Salle” perché il popolo salentino deve sapere che, con tale tecnologia pulita, la Grotta dei Cervi, più bella che mai, può, da subito, essere fruita turisticamente proprio di fianco all’originale. Una semplice struttura  mobile, posta nell’angolo cieco in fondo alla baia di Badisco, a ridosso della sezione rocciosa della consorella, creerebbe visione diretta reale esterna ed, al contempo, virtuale dell’interno. Tornerebbe, oltretutto, vivibile quell’angolo, da sempre ricettacolo di rifiuti umani.

Non avrò pace sapendo che la RV3D avvolgente e risolutiva, che proposi nel 1998, rispettosa e definitiva C’E’, esiste già da molti anni e supera ogni immaginazione. L’effetto sensazionale emozionerà le presenti e le future generazioni dando l’opportunità alla Grotta dei Cervi ed al nostro patrimonio artistico di continuare a vivere indisturbati per sempre. Confidiamo in una cortese, sollecita risposta da parte dell’Università e delle Istituzioni. E’ trascorso moltissimo tempo ed ogni anno che passa perdiamo qualcosa. Che si aspetta? Chiedo scusa e ringrazio.”

 

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