L’amministrazione leccese non ha potuto mantenere le promesse sull’Imu. A luglio i cittadini si erano illusi con le promesse di Monosi: «Vogliamo privilegiare i proprietari di prime case con la riduzione di un punto, dal 4 al 3 per mille e l’aumento dal 7,6 al 10 per le seconde abitazioni».

Ora c’è il dietrofront perché si scopre un buco da cinque milioni e mezzo di euro: manca l’introito Imu di Casalabate, mancano due milioni e mezzo che avrebbe dovuto trasferire il ministero e manca l’introito messo nel bilancio di previsione del condono Tarsu, pari a due milioni di euro, sostiene Monosi.A dicembre tutti pronti per il salasso: l’aliquota sulle prime case aumenta dal 3 al 4 per cento e anche quella sulla seconda casa passa dall’aumento di luglio (dal 7,6 al 10 per mille) a un nuovo aumento, anche se minimo, dal 10 al 10,6.

In mattinata, l’assessore Monosi ha voluto spiegare il perché di questo passo indietro, con toni drammatici: «Sono esasperato dall’essere costretto a dover inasprire il peso dell’Imu per effetto dei tagli che il governo quotidianamente somministra agli enti locali. A complicare le cose ci si è messo anche il centrosinistra che ha impedito il condono Tarsu, che ci avrebbe fatto guadagnare almeno due milioni di euro: ora abbiamo fatto un’interrogazione al ministero per vedere cosa si può fare. Peggio di così non può andare, ha dichiarato Monti, oggi: ha ragione non ci può fare più male di quello che ci ha già fatto. Bisogna considerare che le entrate del Comune restano sempre le stesse». La minoranza ha contestato la legittimità del condono e ora spetta al ministro rilasciare un parere per capire se sarà possibile reperire nuove risorse.

L’amministrazione leccese ha già sfidato apertamente il governo Monti per le penalizzazioni subite: c’è un ricorso affidato a Gianluigi Pellegrino. La rimodulazione del Fondo di riequilibrio avrebbe penalizzato Lecce per favorire città più grandi.

A mettere il dito nella piaga ci pensa il consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, che annuncia nuovi guai all’orizzonte, ma al telefono non dice quali, perché ci sta lavorando su: «Nel giro di pochi mesi abbiamo assistito a tre diverse conferenze stampa sull’Imu, la conferenza di oggi si commenta da sola. Il Comune non riesce a fronteggiare le spese che sono aumentate negli ultimi anni: si sarebbe dovuto intervenire sugli sprechi del Comune di Lecce. Io ho proposto una Commissione di controllo per la razionalizzazione delle spese, formata da maggioranza e minoranza, ma il sindaco l’ha bocciata. C’è molto da tagliare, ma preferiscono aumentare le tasse».

 

 

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