“La nostra battaglia è l’IMU” è con queste parole che ha esordito il Primo Cittadino Paolo Perrone nella conferenza che si è tenuta questa mattina a Palazzo Carafa. Il Comune di Lecce presenterà ricorso contro il Ministero dello sviluppo economico impugnando l’atto che sancisce il fondo perequativo che spetta alle casse comunali.

Il motivo è semplice e ormai sulla bocca di tutti: la quota che spetterà a Lecce sarà molto più bassa rispetto a quella che riceveranno molti altri comuni italiani per il fatto di essere stato un comune virtuoso avendo fino al 2010 un’ICI tra le più basse d’Italia.
“Una situazione paradossale”, come è stata definita a Palazzo Carafa ed è per questo che la Giunta ha deliberato il ricorso che verrà presentato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino.
“Il Governo ha deciso senza tener conto della minore capacità fiscale del territorio”, ha spiegato l’assessore Luigi Coclite. “Dà soldi in maniera equanime e a tutti i comuni italiani ma non ha tenuto conto di quelli che avevano un’ICI bassa e questo ha penalizzato il fondo perequativo che sarà minore rispetto a quello che ci si aspettava”.
Parlando per numeri, le quote IMU raccolte si aggirano intorno ai 29 milioni di euro. Di questi, 26 dovranno rimanere allo Stato e soltanto 3 saranno destinati alle casse comunali. Confrontando però le proporzioni rispetto al 2010, secondo l’amministrazione a Lecce spetterebbero altri 5 milioni di euro. Cifre non di poco conto, insomma che andrebbero a favorire servizi per la città.
“Nelle casse comunali”, spiega poi il Sindaco Perrone “Rimane solo una piccola parte che paradossalmente è più bassa di quella che si guadagnava prima con l’ICI che ricordiamo era di zero per la prima casa e di soli 5,5 per mille per la seconda, un punto in meno rispetto alla media nazionale di 6,5 per mille. Non è giusto quindi che il fondo perequativo venga ridotto proprio ad una città virtuosa, perché questa è una situazione che va a ricadere unicamente sui cittadini della nostra città”.
Il Comune di Lecce sfida insomma, il Ministero, facendo ricorso contro l’atto che attribuisce il fondo perequativo. Intraprende una battaglia da solo difficile e complicata ma che non è detto non potrà trovare accoglimento.