“Vincerò senza parlare male di altri com’è costume fare nel centrosinistra”. Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato per le Primarie del centrosinistra, ha fatto tappa a Lecce. E’ arrivato, con un’ora di ritardo sul previsto, a bordo del suo camper, presso il cinema Massimo in viale Lo Re, dove lo attendeva una discreta folla.

Viaggia con due camper il Renzi, che ha inaugurato la sua campagna elettorale itinerante lo scorso 13 settembre,  ma fa tappa nei teatri dove lo precede una scenografia d’effetto, “Adesso!”, come a dire che è giunto il momento di smetterla con i “matusalemme” della politica e con le regole obsolete, a favore di un Paese che dovrebbe uscire dallo stallo in cui è piombato.

E a proposito di regole, appena qualche ora dopo l’intervento di Renzi a Lecce e poco prima del suo arrivo a Brindisi, giunge la notizia sulla modifica dello Statuto del Pd, deciso al Congresso nazionale a Roma, che si svolgeva proprio oggi. Una deroga che permetterà sia al segretario nazionale Bersani che a Renzi di poter competere alle Primarie. Approvati, inoltre, tutti e tre i punti previsti, l’intera linea Bersani.

Sarà stato un caso che le tappe pugliesi di Renzi siano coincise con il Congresso che ha tenuto impegnato il centrosinistra al completo, D’Alema in primis, ma i ben informati parlano di tentativo del sindaco fiorentino di attirare consensi nel “fortino” dei dalemiani.

Tra il pubblico al Massimo, in prima fila, diversi esponenti cittadini del Pd tra cui la “vecchia guardia”, Antonio Rotundo, l’ex segretario cittadino Fabrizio Marra e il consigliere provinciale Giovanni Siciliano, probabilmente ritornato alle origini, ma dalla parte dei rottamatori, dopo la recente spaccatura con l’Udc . A promuovere l’iniziativa di Renzi ci ha pensato il capogruppo comunale Pd, Paolo Foresio.

In apertura, Renzi, senza stupire molto ha parlato di “rottamazione” della classe politica e delle regole da riformare, tra cui il finanziamento pubblico ai partiti dal quale non si può attingere per le campagne elettorali. Prontamente, la slide proiettata, ha snocciolato i dati relativi alle donazioni volontarie per sostenere il viaggio dei camperisti, consultabile sul sito www.matteorenzi.it.

E poi ancora “se perdo le Primarie non voglio nessun premio di consolazione come spesso si usa in questo Paese”, accennando agli incarichi acquisiti dai “perdenti” nelle competizioni elettorali, per proseguire sui privilegi della vecchia classe dirigente tra scorte e macchine blu. Nei tre quarti d’ora del suo intervento, Renzi ha toccato diversi punti spaziando dalla necessità degli asili nido per consentire maggiore ingresso delle donne nel mondo del lavoro, ai finanziamenti europei poco sfruttati soprattutto dal meridione, alla necessità di snellire l’Italia dalla vetusta burocrazia che la attanaglia, fino alla già palesata idea di concedere cento euro in più in busta paga a chi vive con meno di duemila euro al mese. Intenti nobili ma che non aprono ad un confronto serio con quella che un tempo era crisi finanziaria, mentre oggi è recessione. Non ha spiegato Renzi, in che modo intende salvare l’Italia né quali sono i punti programmatici della sua campagna elettorale per la crescita del Paese. Probabilmente lo farà più in là, per il momento c’è da pensare alle Primarie e l’appuntamento del 25 novembre è troppo vicino per pensare ad altro. [widgetkit id=80]

 

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