Cosparse con del liquido infiammabile l’auto del fratello per poi metterne fuoco e con l’accusa di dannegiamento seguito da incendio Tommaso Gatto, 40enne di Supersano, ha patteggiato ad un anno di reclusione.

Il giovane ha così chiuso i propri conti con la giustizia con una sentenza emessa dal gup Ines Casciaro dopo che il suo avvocato difensore Giuseppe Presicce aveva concordato la pena con l’allora sostituto procuratore, ora procuratore aggiunto, Antonio De Donno. La rappresaglia fratricida si verificò nella notte del 26 agosto 2011. Secondo quanto accertarono i carabinieri  di Ruffano, Gatto cosparse di liquido infiammabile una Opel Corsa utilizzata dal fratello, un 41enne di Supersano, parcheggiata nei pressi della propria abitazione. L’auto venne completamente distrutta dalle fiamme a a nulla servì l’intervento dei vigili del fuoco di Maglie che riuscirono solamente a limitare i danni. I militari intervenuti, grazie alle descrizioni somatiche fornite, ed in particolare dai capi di abbigliamento indossati dall’autore, rintracciarono Gatto presso la propria abitazione. Ad incastrare il giovane, furono le stesse dichiarazioni rilsasciate dal fratello che vide il germano allontanarsi dal luogo dell’attentato dopo aver dato fuoco all’auto. L’attività investigativa ha poi appurato come il rogo sia stato appiccato per dissidi pregressi tra i due consanguinei. Gatto, subito dopo l’interrogatorio di convalida in cui respinse ogni addebito, venne scarcerato e sottoposto al divieto di ritornare a Supersano. Nel procedimento si era costituita parte civile la moglie del fratello, intestataria dell’auto incenerita.

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