“Io sono una persona per bene ed e’ stato per me bere un calice amaro, questo processo, ma l’ho fatto per rispetto nei confronti della giustizia e della Procura della Repubblica”. Sono queste le prime parole pronunciate da Nichi Vendola, questa mattina al Tribunale di Bari, dove e’ stato assolto dall’accusa di abuso di ufficio

 

“Per me e’ un momento di felicita’ – ha aggiunto Vendola – sono stato usato in questi anni come contraltare per le piu’ scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso”. A pochi minuti di distanza dal momento in cui il gup di Bari lo ha assolto dall’accusa di concorso in abuso di ufficio perche’ il fatto non sussiste, Nichi Vendola ha detto ai giornalisti: “io ho vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalita’, oggi mi e’ stato restituito questo”. Il presidente della Regione Puglia ha poi aggiunto: “quello che avevo deciso era sincero, non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che e’ prescritto dalla Costituzione. Per me non e’ mai stato in gioco soltanto una contestazione specifica a cui penso di poter documentare l’assoluta trasparenza dei miei comportamenti”. Ancora fortemente provato dall’emozione, Vendola si e’ allontanato dal Tribunale rinviando ogni ulteriore commento ad un incontro stampa presso gli uffici di presidenza della Regione Puglia.

Il gup del Tribunale di Bari, Susanna De Felice, ha assolto dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio anche la leccese Lea Cosentino, “Lady Asl” come era stata ribattezzata, ex manager dell’Asl di Bari.