I malumori scaturiti a seguito della lettera ricevuta lo scorso settembre, in cui si annunciava il decurtamento delle indennità di servizio, è sfociata in una protesta dai toni aspri. Gli stipendi dei dipendenti della Provincia di Lecce, dal primo di ottobre, sono stati “ripuliti” in ragione di un accertamento

della Ragioneria dello Stato, che ha stimato in 807 mila euro la somma illegittimamente inserita nei Fondi per il trattamento accessorio del personale dipendente degli anni 2007-2012
“Siamo in stato di mobilitazione – ha dichiarato Paolo Taurino della Cgil – perché non possiamo più sottostare a questo sistema incancrenito per la presa di posizione della parte pubblica, vogliono faci firmare il documento che attenua i danni, nel senso che riduce l’entità dei tagli, ma la nostra contestazione è alla base di quel recupero che riteniamo sia illegittimo”
I lavoratori hanno fatto ricorso e non intendono firmare il documento che, pur limitando i danni, sarebbe l’accettazione del provvedimento. Il rischio per gli oltre 600 lavoratori coinvolti è che ci sia una parte di loro disposta ad accettare le condizioni dettate dall’Ente, generando implicitamente un risentimento tra colleghi. “Per il momento siamo tutti arrabbiati – ha chiosato Taurino – e vogliamo fare argine”. Tra l’altro con i nuovi assetti geopolitici che si prospettano per via  del riordino delle Province, i lavoratori temono il commissariamento che peggiorerebbe la loro posizione.
Altra questione spinosa è il provvedimento retroattivo per alcune categorie di lavoratori. I servizi svolti dalla Polizia provinciale a settembre e che dovevano essere rimborsati ad ottobre, per carenza di risorse sono stati tagliati. Così per le reperibilità. “Si tratta di un blocco strumentale – per il rappresentante sindacale – ci siamo rivolti ad alcuni legali rappresentanti della Cgil e ci consultiamo con il professor Caracuta, stiamo valutando di affrontare il comportamento antisindacale, non propriamente configurabile in questo contesto, ma ci dobbiamo muovere su più fronti”.
I dipendenti si aspettano poco dalla Provincia che ha già deliberato per le modifiche di contratto, pur trattandosi, secondo il sindacato, di forme illegittime e che violano le norme contrattuali. Tra l’altro con la libertà di farlo attraverso l’autonomia che gli viene riconosciuta in quanto Ente territoriale.
“Questa Amministrazione, suo malgrado, si è trovata coinvolta in tale situazione pur non avendone alcuna responsabilità in merito agli atti amministrativi che l’hanno determinata – si era espresso l’assessore Pando a margine  della Commissione lavoro del 27 settembre scorso-  ma ne ha subito addirittura gli esiti negativi, così come purtroppo troppe volte avvenuto in altre situazioni ereditate dal pregresso amministrativo. L’Amministrazione si è attivata anche al fine di valutare la possibilità di avviare i cd. Piani di razionalizzazione previsti dal D.L. 98/2001, per il reperimento di ulteriori somme da inserire nel Fondo del personale”.
Ma nessuna novità è giunta dall’Amministrazione nel frattempo e i lavoratori si mobilitano per un provvedimento che ritengo illegittimo e volto solo a coprire i buchi di bilancio dell’Ente.

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