Verrà giudicato in abbreviato Vincenzo Alfarano, 54enne di Tricase, meglio conosciuto come “il presidente”, finito in carcere il 17 ottobre dello scorso anno con le accuse di violenza sessuale, induzione alla prostituzione e pornografia minorile, atti persecutori e molestie.

L’udienza dal gup Carlo Cazzella è stata fissata per il prossimo 13 dicembre. Nello stesso processo è imputato anche un carabiniere di 56 anni di Tricase, con l’accusa di omessa denuncia. Secondo il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, titolare dell’indagine, infatti, il militare avrebbe omesso in due circostanze, la prima risalente al novembre del 2006, di denunciare alla Procura della Repubblica i reati di molestia e istigazione alla prostituzione minorile compiuta da Alfarano ai danni di due giovani tricasini. L’udienza preliminare a suo carico è stata aggiornata al sei dicembre, giorno in cui è previsto l’interrogatorio del militare, così come richiesto dall’avvocato difensore Luigi Piccinni.  Alfarano, allenatore e presidente di una società sportiva di pallamano e calcetto, finì nei guai con un’indagine avviata poco prima dell’estate del 2011 quando il genitore di un ragazzo minore si presentò in caserma denunciando ai militari di aver rinvenuto nel telefono cellulare del figlio un sms dal contenuto inequivocabilmente sessuale.
Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, Alfarano avrebbe offerto denaro e altri regali per ottenere le prestazioni dei ragazzini, costretti al silenzio con la minaccia. Se avessero confessato a qualcuno le violenze subite, il 54enne avrebbe riferito ai genitori i brutti voti presi a scuola, o avrebbe diffuso la voce che erano omosessuali. Nel corso delle indagini con una successiva perizia diposta dal sostituto procuratore sulla scheda telefonica, direttamente consegnata nelle mani degli inquirenti dalla moglie del presunto orco, il numero delle presunte vittime aumentò di alcune unità. L’uomo, difeso dall’avvocato Tony Indino, si trova tuttora detenuto. Il Tribunale del Riesame, infatti, respinse la richiesta di scarcerazione il 9 novembre scorso presentata dal suo legale. Nell’udienza odierna, le presunte vittime si sono costituite parte civile. Per il proprio assistito, all’epoca dei fatti un 14enne, l’avvocato Mario Ciardo ha chiesto un risarcimento danni di 500 mila euro. Gli altri minori sono assistiti, tra gli altri, da Pietro Nuccio, Edoardo Pantaleo e Colucci Fernando. Due persone offese, poi, si sono costituite parte civile nei confronti del maresciallo e l’avvocato Vito Lisi.Un’associazione a tutela delle vittime non è stata ammessa alla costituzione di parte civile per carenza di interesse.

 

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