È stata accolta questa mattina, nell’aula Ferrari dell’Università di Lecce, l’autrice del libro “Italiane”, campione di incassi nel mondo accademico, Perry Wilson.
Un libro dedicato esclusivamente alle donne, alla loro evoluzione sociale, agli eventi che hanno accompagnato e permesso tale evoluzione.

La Wilson, storica e docente di storia contemporanea europea alla University of Dundee (Scozia), introduce un argomento ripreso più volte, ma mai fino in fondo affrontato: quello delle donne. Cura temi come il femminismo, il lesbicismo e il mammismo, sul quale sta preparando il suo nuovo libro. Durante il suo lavoro, che ella stessa definisce un vero e proprio viaggio, dalla fine dell’ 800 al 2000, ha incontrato ogni tipo di donna: le contadine e le lavoranti a domicilio che faticano senza sosta, la casalinga meravigliata del suo primo bagno in casa. Le militanti cattoliche, le comuniste, le fasciste e le femministe di varie tendenze. Le donne che trasportano bombe per liberare il proprio paese, quelle disposte a commettere un omicidio per salvare l’onore della figlia, quelle che rischiano la vita ricorrendo all’aborto clandestino e quelle pronte a morire per Mussolini. Le donne all’avanguardia nel campo del lavoro, dell’istruzione e della politica e quelle impegnate in iniziative sociali, su fronti opposti, dalle cattoliche alle socialiste. Le nuore tiranneggiate nelle famiglie mezzadrili e le vedove bianche. Le studentesse, le badanti immigrate e le ministre del governo.
“Un libro di sintesi, che tenta di raccontare la storia delle italiane – ha sostenuto la storica, durante la conferenza stampa. L’intenzione – continua – era di fornire agli studenti un libro interessante per il pubblico accademico e non, un libro facile e veloce e questo è stata un’illusione,  perchè è stato il libro più difficile che abbia mai scritto.”
Perry Wilson, in qualità di storica, ripercorre questo lungo periodo soffermandosi dentro i mutamenti che lentamente entravano nelle famiglie, la destabilizzazione dei tabù quali la verginità, la difesa dell’onore della figlia, la piaga dell’aborto che lentamente veniva allo scoperto nella sua drammaticità e dimensione. Emerge anche il distacco tra le militanti cattoliche, le militanti fasciste pronte a morire per Mussolini e quelle di sinistra pronte a sostenere la resistenza per l’abbattimento del regime.
“La scelta più importante – dichiara P. Wilson -è stata sulla struttura e alla fine ho optato per l’approccio cronologico, dando forza alla politica del Novecento. Benchè l’Italia abbia visto un forte sorpasso da parte delle donne come negli altri paesi, ciò che caratterizza l’Italia sono gli avvenimenti storici che hanno accompagnato tale sorpasso sociale femminile, un progresso delle donne, non dovuto alla modernizzazione, ma una modernizzazione dovuta al progresso. Le donne sono state attive e sono state il ponte per una maggiore modernizzazione della società.”
“Italiane”, nasce per essere indirizzato al mondo anglosassone, ispirato dalla richiesta di una storica inglese e amica della Wilson, che in quei giorni si apprestava ad iniziare un lavoro sul mondo femminile europeo e diventa una sfida, una ricerca continua di quel Novecento italiano, poco considerato nel mondo accademico europeo, ma stimato dalla storica per la forza, la rabbia e la speranza di un popolo di donne che hanno fatto la storia di mezza Europa.
“I diritti – conclude P.Wilson – non arrivano da soli, ma bisogna conquistarli.”