Ha respinto qualsiasi accusa di aver imbastito un approccio di estorsione ai danni di due fratelli di Collepasso per rientrare in possesso di un capannone, in passato di sua proprietà, ma ha confermato di aver attuato alle presunte vittime, tra l’altro suoi lontani parenti, semplici pressioni.

Si è difeso ad oltranza Fulvio Alfarano, imprenditore 52enne di Casarano, in passato presidente della locale squadra di calcio, nell’interrogatorio di convalida davanti al gip Antonia Martalò alla presenza dei suoi avvocati difensori Francesco Fasano e Massimo Basurto. L’uomo venne confinato ai domiciliari nella giornata di mercoledì scorso a seguito di un’indagine condotta dai Carabinieri della locale Compagnia. Alfarano ha spiegato come avrebbe solamente pressato i due fratelli per poter rientrare in possesso di un immobile perso nel corso di un’asta giudiziaria e sul quale aveva gestito un calzaturificio. L’arrestato, però, ha escluso qualsiasi minaccia di morte. Anzi, a suo dire, le intimidazioni sarebbero state reciproche. Al gip, Alfarano ha poi precisato come per ottenere la restituzione del capannone avesse già investito ingenti somme di denaro, circa 60 mila euro, versate a titolo di cauzione, ma di non aver pagato l’intero importo perché nel frattempo era subentrato un altro acquirente. Secondo le indagini, Alfarano non avrebbe esitato a rivolgere pesanti minacce alla coppia di commercianti e ad estenderle anche ai loro familiari.
In alcuni casi sarebbe arrivato anche a promettere la morte e ad usare violenza fisica per intimorire le sue vittime. Da qui la denuncia dei commercianti e l’avvio degli accertamenti che hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare sulla scorta delle indagini compiute dal sostituto procuratore Emilio Arnesano. Gli avvocati difensori hanno già fatto sapere che nei prossimi giorni presenteranno un’istanza al gip per chiedere la scarcerazione di Alfarano.

 

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