Il servizio di accertamento del mancato pagamento di quanto dovuto per la sosta negli appositi spazi a pagamento era organizzato in modo tale che  l’ausiliario del traffico, che accertava la scadenza del ticket, non provvedeva alla contestazione della sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada, ma lasciava un “avviso di scadenza ticket”

sul veicolo, nel quale era espressamente prevista la facoltà di “regolarizzazione del ritardato  pagamento” entro 24 ore dall’accertamento mediante versamento dell’integrazione tariffaria maturata fino al momento del pagamento.

Conseguentemente  tutti i casi di regolarizzazione corrispondono ad un mancato introito della sanzione amministrativa non contestata per
n totale di n. 1194 infrazioni del codice della strada, per ciascuna delle quali era prevista la sanzione di 21 euro.

Per cui, considerato che al concessionario spetta, per ogni infrazione, un compenso di 11 euro, ne è risultato un considerevole danno erariale.

Tanto è quanto risulta dalla sentenza n. 688 della Corte dei Conti del 19 settembre 2012 http://www.cercasentenze.it/details/parcheggio-ticket-scaduto-avviso-bonario-di-pagamento-danno-erariale-al-comune.html.

I contabili, infatti, hanno ritenuto che l’arbitrio, o anche solo la grave superficialità, nel disattendere le puntuali procedure espressamente previste e poste a tutela del corretto ed effettivo uso del potere sanzionatorio configura un grave pregiudizio non solo delle pubbliche risorse, per le minori entrate che determinano, ma anche della finalità di deterrenza che, sia la disposizione sanzionatoria che la puntuale applicazione delle relative procedure sono volte, comunque, a realizzare per garantire il rispetto delle regole di tutti gli utilizzatori di un bene comune e destinatari del servizio pubblico.

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