Il veleno è entrato in circolo: l’UniSalento rischia un danno enorme. La lotta per il potere che si gioca all’interno dell’università è venuta alla luce, con i suoi colpi bassi. Adesso è diventata cronaca nazionale.

A portare le vicende dell’Università sui quotidiani nazionali ci ha pensato l’on. Mantovano con un’interpellanza, sottoscritta da 55 parlamentari, in cui si chiede un’ispezione al ministero, affinché si faccia luce sulle opacità del concorso annullato in Ateneo. Emiliano, qualche giorno fa è intervenuto sulla vicenda: «Io sono con Laforgia. Il Rettore dell’Università di Lecce e il segretario generale dell’ateneo salentino si accorgono di compiti completamente copiati da internet ed annullano il concorso. Il Tar e la Procura della Repubblica danno invece ragione agli esaminandi e parte un pretestuoso attacco da parte dell’On. Mantovano nei confronti del Rettore che sta per appaltare lavori per 100milioni di euro. Siamo davvero un paese strano, la politica si interessa dell’Università solo per attaccare chi fa il proprio dovere e non chi viola le regole e si macchia di slealtà. Solo un caso che i compiti annullati appartenessero a parenti di senatori accademici e dipendenti dell’Università di Lecce?».
Accuse di ingerenza politica piuttosto pesanti. Poi, il colpo di scena: spuntano le registrazioni che un sindacalista avrebbe fatto mentre un dirigente vicino a La Forgia provava a convincerlo a chiedere un trasferimento. Il dialogo che ci sarebbe stato tra Miccolis e De Pascalis, esponente della Cgil e capo dell’ufficio reclutamento dell’ateneo (che avrebbe registrato la conversazione) è stato pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno e potrebbe spingere la procura ad aprire un’indagine per concussione. È lo stesso Mantovano, con un post su facebook rivolto al sindaco di Bari, a parlare della possibilità che la magistratura indaghi per reati ben più gravi dell’abuso di ufficio: «Caro Emiliano, fretta, distanza e disprezzo per i giudici sono cattivi consiglieri. Se avessi contato fino a 10, avessi preso un po’ di informazioni e avessi rispettato Tar, procura della Repubblica e gip di Lecce, avresti risparmiato a te stesso la bella figura di giustificare abusi e soprusi (fino a ieri) e concussione (oggi). Chiamala pure legalità, parliamo lingue diverse …».
Nell’incontro registrato dal sindacalista, il direttore Miccolis avrebbe promesso avanzamenti di carriera al funzionario in cambio di un suo volontario spostamento a un altro settore. Il rettore ha dovuto sospendere il dirigente in attesa di chiarimenti: le registrazioni apparse sui giornali sono inquietanti.
Bisogna chiarire i retroscena: il concorso in Ateneo viene annullato in un modo che alcuni sindacalisti ritengono sospetto. A fine concorso, la commissione porta i plichi chiusi e firmati al responsabile del procedimento, De Pacalis (l’uomo che Miccolis avrebbe voluto spostare da quell’ufficio) il quale stende una relazione in cui afferma che il consorso si è concluso positivamente e manda una bozza di decreto per la validazione degli atti al direttore generale(Miccolis). E qui scatta il colpo di scena: contrariamente a quello che avviene in tanti concorsi, come dirà il sindacalista autore della registrazione, Miccolis chiede a De Pascalis di farsi portare i plichi, che sono chiusi ermeticamente. Melica e alcuni ‘dissidenti’ pongono l’accento su di un fatto: il controllo del direttore generale non si svolge sui plichi, ma sui verbali. Allora perché Miccolis si fa portare gli elaborati, li apre e rileva queste copiature?
Il dubbio è che i vincitori non fossero troppo graditi. Eppure La Forgia ha sciorinato alla stampa i testi copiati. Anche qui la visione della vicenda è agli antipodi: gli oppositori di La Forgia, supportati dalla sentenza del Tar (che contesta l’iter seguito, in quanto il dirigente non era tenuto a farsi portare le buste e ad aprirle) e dall’intervento  della procura, contestano l’accusa di copiatura, in quanto si tratta di definizioni giuridiche che vengono imparate a memoria e vengono riportate sul compito tali e quali ai codici.
C’è anche l’esposto di Melica, diretto contro il rettore, da mettere in conto: la magistratura indaga per tentato abuso di ufficio. Gli oppositori di La Forgia non tollerano che, in presenza di un bando per il rinnovo delle commissioni interne, il rettore abbia dato dei “suggerimenti”, quando in realtà ci si doveva basare su pubblicazioni e curricula. Melica non accetta il fatto che si parli di libera manifestazione del pensiero: per lui La Forgia si spinse oltre.
Intanto, in mattinata, il rettore ha diffuso un comunicato in cui si rivolge a Mantovano, dicendosi sorpreso dalla veemenza dei suoi attacchi, per chiedere di aprire un dialogo: il numero uno dell’UniSalento è disposto ad accogliere suggerimenti nell’indicazione di nomi di fiducia da affiancare ai tecnici per vigilare sui futuri appalti. Accuse e repliche si susseguono di ora in ora e Mantovano risponde in mattinata anche al rettore: « Il Rettore si tranquillizzi: da parte mia non c’è nessuna veemenza persecutoria ad personam. E non reciti la parte della vittima: il clima di scontro non viene dalla mia iniziativa parlamentare, ma era da mesi sulle pagine dei giornali e nei servizi dei tg, poiché era – e purtroppo è – all’interno della sua Università. Il Rettore non deve dare conto privatamente a me di episodi come quelli letti ieri nella trascrizione del colloquio fra il Direttore generale da lui nominato, sostenuto e difeso, e De Pascalis. Ne risponderà agli ispettori del Ministero e – ritengo – all’autorità giudiziaria. Reputo offensiva la sua richiesta di indicare “persone di mia fiducia” nelle commissioni degli appalti: la “mia fiducia” è nella trasparenza delle procedure. Che finora è stata la grande assente nell’attuale gestione del vertice dell’Ateneo salentino».

Ci sono molte cose in ballo, compreso l’affidamento dell’appalto di pulizia all’interno dell’università: un incarico che fa gola a molte imprese. Sembra, però, che con questi presupposti, più che un dialogo, si aprirà un confronto in tribunale.

 

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

venti − dodici =