Il sit-in di questa mattina Il processo che si doveva svolgere questa mattina a Palermo e che deve dare seguito all’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, è stato rimandato al prossimo 13 novembre, ma a Lecce come in molte altre città d’Italia, diverse associazioni hanno partecipato a sit-in di sostegno per la Procura di Palermo e per sensibilizzare l’opinione pubblica di un territorio, quello salentino, in passato mortificato da organizzazioni mafiose che ne hanno compromesso la crescita e lo sviluppo

 

Libera Lecce, Cgil Lecce, Arci Lecce, Anpi Lecce,  UdU Lecce, Terra del Fuoco Mediterranea Lecce, e il movimento Valori e Rinnovamento, hanno deciso di rispondere all’appello di Salvatore Borsellino e dell’Associazione le Agende Rosse  e hanno organizzando un sit-in poso partecipatodavanti al Tribunale di Lecce, in concomitanza con lo svolgersi del maxi processo a Palermo che vede coinvolti 12 imputati tra cui alcuni boss mafiosi come Riina e Brusca ma anche esponenti delle istituzioni come Mancino, Mannino, Dell’Utri. Il maxi processo dovrebbe far luce sulle stragi dei giudici Falcone e Borsellino e di tanti altri uomini al servizio dello Stato che hanno perso la vita per mano mafiosa. Contemporaneamente altri sit-in in sono stati organizzati a Palermo, Ascoli-Piceno, Bologna, Cagliari, Milano, Roma, Torino, Udine, Venezia.

Per la prima udienza del processo stato –mafia, volevamo esserci sia pur in maniera indiretta – ha commentato Antonella Cazzato della Cgil di Lecce. Il fenomeno della criminalità organizzata nel nostro Paese purtroppo ha interessi che risiedono in luoghi istituzionali, la mafiosità non è soltanto il fatto criminoso. Noi siamo qui per chiedere che sia fatta luce su queste stragi che non sono forse stragi di Stato ma per le quali lo Stato non ha reagito in maniera determinante, oltre alle responsabilità individuali. Molti uomini che determinano ancora oggi nel nostro Paese a livello politico, potrebbero essere direttamente o indirettamente coinvolti. Questo ci allarma molto”.

Al processo si è costituito parte civile Salvatore Borsellino, fratello di Paolo ucciso nel 1992 che per l’occasione ha lanciato l’iniziativa dei sit-in, spiegando nella dichiarazione che segue le sue motivazioni. “Io mi sono già costituito parte civile nel nuovo processo che si svolgerà a Caltanisetta per la strage di via D’Amelio, ma per me è ancora più importante il processo che si svolgerà a Palermo, perché si indaga su quella trattativa che io ritengo sia stata la causa scatenante dell’assassinio di Paolo e perché a Palermo, contrariamente a quanto avvenuto a Caltanisetta, le indagini non si sono arenate quando sarebbe stato il momento di chiamare in causa Istituzioni e servizi deviati. Ho preso quindi la decisione di chiedere di costituirmi parte civile anche in questo processo, sia come persona, in quanto fratello di Paolo, sia come Movimento delle Agende Rosse. Credo che una mobilitazione del movimento il 29 ottobre possa essere, nel giorno dell’udienza preliminare, di grande significato nei confronti di quei magistrati che vogliamo sostenere”.

Il movimento delle Agende Rosse fa riferimento all’agenda di Paolo Borsellino, sparita dopo la strage di via D’Amelio. In quell’agenda il giudice scriveva appunti personali, supposizioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Gaspare Mutolo. L’agenda sparì dalla borsa di cuoio del magistrato che era sul sedile posteriore dell’auto su cui viaggiava il Giudice Borsellino.

 

 

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