«La polemica sulle partecipate del Comune è ancora una volta terreno scivoloso per questa amministrazione», questa la premessa del capogruppo Udc in Consiglio comunale.

«Trovo assolutamente scorretta, oltre che insufficiente, la risposta data dal sindaco ai capigruppo Foresio e Salvemini, comparsa oggi sugli organi di stampa, in merito alle nomine del Presidente e dei due nuovi consiglieri di amministrazione della Sgm», spiega Melica.
«Perrone, infatti, per “giustificare” la scelta caduta sul nome di Mino Frasca a presidente, ripesca dal passato le scelte operate dalla precedente amministrazione provinciale, guidata dal centrosinistra, che nominò Umberto Uccella alla Stp, rinfacciando a Salvemini niente meno che un “triste moralismo”. Nessun accenno a criteri di meritocrazia, ma semplice debacle politica, che nessuna risposta dà ai cittadini, veri e unici destinatari del servizio», stigmatizza Melica.
«Ma ciò che più inquieta in quella risposta è il concetto di fondo, secondo cui chi governa tutto può, senza dover dare conto a nessuno delle proprie decisioni: se infatti il centrosinistra, secondo il ragionamento di Perrone, si è lasciato guidare da meri appetiti di poltrone, allora, perché mai non dovrebbe farlo anche il centrodestra, che grazie alle nuove nomine Sgm riesce finalmente a trovare la quadra degli equilibri del Consiglio comunale? La situazione ha del tragicomico, tanto da far venire in mente l’opera lirica di mozartiana memoria “Così fan tutte”», commenta il consigliere centrista.
«Risposte come queste – conclude Melica – non fanno altro che legittimare il clima di sfiducia nella politica da parte dei cittadini e danno adito con vigore all’antipolitica».

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