Può capitare, come la partita di Como dimostra, che si incappi in una sorta di trappola: un arbitraggio”torbido” che però mi rifiuto di classificare “figlio del pregiudizio”, ma che ha tuttavia contribuito alla composizione del 2-2 finale.

Il Lecce, come ha dichiarato lo stesso Franco Lerda, in  quel 2-2  ci ha messo farina del suo sacco, ma mi pare fuor di dubbio che talune allucinazioni arbitrali abbiano contribuito ad alimentare nella testa di Benassi e compagni il timore di altre elugubrazioni interpretative; da qui quel lievitare di incertezze, talvolta di affanni, che hanno accompagnato i giallorossi  verso il pareggio di una partita che sembrava (e meritava di essere) archiviata con un successo.
Quell’arbitraggio caratterizzato da carenza di diottrie non è tuttavia scandaloso, visto che anche in serie “A” non si grida più di tanto allo scandalo per nefandezze della medesima caratura.

 

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