Non è stata ancora scritta la parola fine nell’inchiesta sulla morte di Tiziana Franchini, la 38enne leccese deceduta per un’emorragia dopo aver dato alla luce una bambina il 27 marzo del 2011. 

Il gip Vincenzo Brancato, infatti, ha disposto un supplemento d’indagine affidato ai consulenti del sostituto prcuratore Guglielmo Cataldi, i professori Luigi Specchio e Pantaleo Greco. I professori, per mettere nero su bianco le loro conclusioni, avranno tempo fino al prossimo 15 marzo, così come disposto sempre dal giudice. Con questo nuovo sviluppo nell’indagine, è stata accolta, seppur parzialmente, l’opposizione all’archiviazione presentata dagli avvocati della parte offesa, i legali Francesco Nutricati e Mario Ingrosso, che nel corso dell’udienza camerale celebrata lo scorso 5 ottobre, avevano evidenziato come la donna fosse deceduta per le complicanze causate da una malattia genetica. A loro dire, i medici non avrebbero garantito alla donna, una volta ricoverata, la necessaria terapia pur conoscendo la patologia di cui soffriva e non le sarebbe stato somministrato alcun farmaco. A tutt’altre conclusioni erano arrivati sempre gli stessi consulenti che scrivevano: “Il trattamento medico riservato alla paziente presso le unità operative di Ostetricia-Ginecologia e Anestesia-Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi, è da considerarsi adeguato e tempestivo rispetto alle sue condizioni di salute”. Il pm Guglielmo Cataldi aveva così chiesto l’archiviazione del fascicolo d’inchiesta in cui erano stati iscritti i nomi di 23 medici indagati con l’accusa di omicidio colposo. Ora un nuovo atto in un’inchiesta ancora lontana da una sua definizione. 

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