Muniti di fischietti, cartelli e striscioni, i lavoratori dipendenti del Monte dei Paschi di Siena si sono riuniti, questa mattina, in un sit in di protesta presso l’hotel Tiziano, al cui interno si svolgeva il Road show Abi, il convegno che ha visto coinvolti, istituti di credito, istituzioni ed imprenditori.

Hanno approfittato della presenza dell’associazione bancari italiani, a Lecce per avvicinare banche ed istituzioni al territorio, DIRCREDITO, FABI, FIBA/CISL, FISAC/CGIL, UIL.CA, SINFUB ,che, insieme alle Segreterie Confederali di CGIL, CISL e UIL e alle Rappresentanze Sindacali Aziendali di Banca MPS, hanno organizzato la manifestazione di protesta.  «In questi due giorni, l’ABI potrebbe ‘avvicinare la città’, di cui i Lavoratori rappresentano un pezzo importante, chiarendo come mai la Banca Monte dei Paschi di Siena, sua associata, nel Piano Industriale 2012/2015, prevede un progetto di esternalizzazione che coinvolge oltre 400 Lavoratori sul Territorio di Lecce, con il rischio per gli stessi di essere ceduti in società al di fuori del Gruppo e senza la garanzia del CCNL del credito.

Riteniamo – spiegano i sindacati- che questa sia l’occasione giusta per chiarire, alla presenza delle Istituzioni, come questo progetto si concili con il recente rinnovo del CCNL, dove si contempla il processo esattamente opposto, ovvero il rientro delle attività, in precedenza trasferite all’esterno, attraverso l’insourcing».

Mentre all’interno, la tavola rotonda discuteva di crescita e stabilità, attraverso la tutela dell’occupazione, all’esterno decine e decine di dipendenti sfilavano in corteo indossando sul petto cartelli con su scritto “Trattare, non esternalizzare”. I  dipendenti del gruppo senese chiedono infatti la riapertura delle trattative con i Coordinamenti nazionali MPS, partendo dalle proposte concrete, già avanzate dal Sindacato sulla riduzione dei costi strutturali e del personale, come strada alternativa alle esternalizzazioni. Alla luce delle decisioni assunte dalla banca,  Le conseguenze sarebbero veramente drammatiche per i Lavoratori coinvolti, inparticolare sul nostro Territorio (già in seria difficoltà), per la presenza di un poloback Office che occupa circa 400 Lavoratori. Gli stessi rischierebbero di trovarsi fuori dal Gruppo MPS e senza le garanzia del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro di categoria.

I manifestanti confidavano nella presenza  del Presidente Mussari, attualmente Presidente dell’Abi, ma precedentemente Presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena,  assente all’incontro per motivi personali, vero bersaglio della manifestazione. L’Abi di cui è presidente, per il ruolo che ricopre,  dovrebbe  vigilare sulla coerenza dei comportamenti delle proprie associate. Mussari , a dire dei sindacati, avrebbe dovuto inoltre  spiegare, che, in un Paese civile, prestare fede agli impegni contrattualmente assunti rappresenta, oltre che un obbligo giuridico, anche un dovere etico e morale che vincola reciprocamente le parti.

Eliana Degennaro
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