Ricoverata per un banale dolore al femore destro muore a distanza di alcuni giorni e la Procura, sulla scorta di un esposto presentato dai famigliari della vittima, ha disposto l’apertura di un fascicolo per accertare eventuali responsabilità per il decesso di Wanda Martina Fusaro, 77enne di Matino.

Secondo quanto scritto nell’esposto, l’anziana, affetta da problemi di dialisi, la sera del 16 settembre scorso, poco dopo le 21, si sarebbe presentata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Casarano lamentando un forte dolore al femore destro, operato alcune settimane prima. A dire dei famigliari, l’anziana sarebbe stata “abbandonata” nel pronto soccorso per circa tre ore prima di essere visitata e ricoverata nel reparto di ortopedia. A distanza di 24 ore, però, il quadro clinico della Fusaro non sarebbe stato più stabile. La donna avrebbe incominciato a balbettare, accusando forti capogiri e uno stato di estrema debolezza. Da qui il trasferimento nel reparto di chirurgia generale e una serie di accertamenti clinici, tra cui una Tac, che avrebero escluso patologie serie sull’anziana. Le condizioni di salute, però, nella giornata del 22 settembre, si sarebbero ulteriormente aggravate e i medici avrebbero riferito ai famigliari che non c’era più nulla da fare consigliando un rientro della Fusaro presso la propria abitazione dove il cuore ormai indebolito dell’anziana ha smesso di battere il giorno dopo. I famigliari, però, nella giornata di oggi, hanno presentato un esposto in Procura. Intendono chiarire una serie di dubbi: innanzitutto perché i medici avrebbero somminsitrato una serie di forti calmanti all’anziana già affetta da gravi problemi fisici e se questo sovraccarico di farmaci abbia in qualche modo destabilizzato il quadro clinico della Fusaro. A loro dire, il proprio parente soffriva di problemi legati alla vita difficile del dializzato ma la terapia a cui veniva sottoposta quotidianamente non aveva mai provocato effetti collaterali per cui i famigliari si domandano se le cure dei medici siano state adeguate. Infine, non riescono a spiegarsi le complicanze neurologiche su una paziente giunta in ospedale per un problema al femore. Per fugare ogni dubbio su eventuali negligenze del personale medico nell’assistenza della donna, nelle scorse ore, il sostituto procuratore Roberta Licci ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’identificazione del personale medico che ha tenuto in cura la donna.

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