Certo, il risultato di Como non è quello che ci si aspettava. Ma, poiché nel calcio conta ciò che si conquista sul campo, eccoci a discutere su questo punto conquistato…

Si badi bene, i motivi per discutere, arrabbiarsi, pigliarsela con il primo che capita a tiro, ci sono tutti ma non spostano di una sola virgola l’essenza del problema sempre ammesso che un problema ci sia. Come da titolo, a parere di chi scrive,i problemi non attengono, almeno in questo momento, al Lecce; la squadra è solida, ben messa in campo, tecnicamente equilibrata e sicuramente la più forte del lotto ed è cosa normale che chi gioca contro sa di dover fare la partita della vita per non soccombere. Questa si che è una premessa importante che, specie i più giovani, debbono sempre tener presente.
Il Lecce non potrà mai “distrarsi” e, come squadra più forte dovrà avere in campo, nei riguardi degli arbitri comportamenti rispettosi a partire dal linguaggio che noi, fuori campo, non riusciremo mai ad ascoltare. I commenti del lunedì sono stati improntati all’unanimità relativa alla direzione arbitrale e tutti, chi più chi meno, se la son presi con il direttore di gara ed i suoi assistenti, però, mi sia consentito rilevare come, in termini di corretto commento, l’unico soggetto che mi sento di apprezzare particolarmente è il tecnico Franco Lerda che, seppur abbastanza imbufalito, dice testualmente: “Rigore o no non dovevano rimontare” ed ancora: “Quando una squadra come la nostra sta sul 2 a 0, DEVE portare a casa la vittoria, non ci sono storie… sul 2 a 0 dovevamo gestire meglio il vantaggio e gestire non significa stare lì a difendersi ma attaccare per cercare il 3 a 0… invece anche con i NOSTRI errori abbiamo resuscitato una squadra che non si era mai avvicinata alla porta…”  Cosa aggiungere? Nulla, analisi seria, puntuale, corretta ed è questo modo di Lerda di analizzare la partita che mi fa stare assolutamente tranquillo e mi fa affermare che non c’è alcun problema ma, al limite, si tratta di eliminare piccoli inconvenienti e perfezionare l’intesa fra i reparti.
Prima della partita con il Tritium scrissi che il Lecce doveva interrogarsi sui tre rigori contro in cinque partite, ma adesso dico che è urgente darsi una risposta ai quattro rigori contro in sei partite. Siamo certi che non ci fossero? Come mai quattro arbitri diversi che hanno diretto le partite del Lecce li hanno dati? Ma non sono anche gli stessi arbitri che hanno espulso calciatori avversari lasciando il Lecce in superiorità numerica? A mio parere, poiché la forza del Lecce è notevole, saranno molte le partite nelle quali gli avversari saranno costretti a fare molti falli consentendo così che si realizzi sul campo anche una superiorità numerica che ti costringerà a disputare partite che si trasformeranno in assalti a Fort Apaches. Così come, la eventuale “presunzione” di considerarsi calciatori di categoria superiore, spinge molti giocatori del Lecce a tentare qualche intervento non cattivo ma ruvido che porta un arbitro a dare la massima punizione. E poi in campo sappiamo in quali termini ci si rivolge ai direttori di gara che non son arbitri già arrivati ma arbitri in via di  formazione?
Vedete, amici lettori, sono queste le trappole che si nascondono in un campionato di serie C e che possono rendere difficile anche le cose più semplici. Non mi stancherò mai di raccomandare umiltà, intelligenza e professionalità; a qualche giovane di belle speranze debbo ripetere che il calcio è un gioco collettivo e che le belle giocate fine a sé stesse possono essere fatte nel cortile di casa o nei campetti di periferia. Ma, detto questo, confermo che non ci si debba preoccupare perché, come già scritto in qualche precedente articolo, il Lecce ha solo un grande avversario che deve temere moltissimo e, cioè, SE’ STESSO. Ma, per fortuna, c’è anche l’antidoto: Franco Lerda. Sosteniamolo con convinzione  perché ci riporterà nel calcio che conta. Una delle “mine” nascoste sul nostro cammino si chiama Virtus Entella. Proviamo a disinnescarla!

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