Nessuna violenza ai danni di una giovane disabile ma una storia d’amore con cui  gabbie mentali e pregiudizi vengono scacciati via da una sentenza che riabilita completamente l’imputato e ribalta l’intera vicenda in una favola d’altri tempi.

Un 63enne di Tricase, infatti, è stato assolto dai giudici della Seconda Sezione Penale, presidente Pasquale Sansonetti, dall’accusa di violenza sessuale aggravata e stalking così come aveva richiesto, a fine requisitoria, lo stesso pm Carmen Ruggiero. La vicenda finita in un’aula di Tribunale risale ad alcuni anni fa. Fra il 63enne, un ex netturbino e una ragazza, ora di 24 anni, anche lei residente a Tricase, sboccia l’amore. Per alcuni mesi, i due si frequentano, comportandosi come dei veri e propri fidanzati. La loro relazione prosegue senza intoppi fino a quando i genitori della giovane non vengono a sapere del legame della figlia con il netturbino, tra l’altro un vicino di casa. A quel punto scatta la denuncia, finita sul tavolo dell’allora sostituto procuratore Maria Cristina Rizzo, con cui padre e madre della ragazza spiegano che la loro figlia sia affetta da un deficit parzale di mente e che non sarebbe in grado di avere rapporti sessuali consenzienti. I consulenti nominati dal Tribunale, nel corso di un incidente probatorio svoltosi dinanzi all’allora gip Ercole Aprile accertarono il ritardo mentale della ragazza e il gup Cinzia Vergine, in sede di udienza preliminare, dispose il rinvio a giudizio del netturbino. Nel corso del dibattimento, il legale dell’imputato, l’avvocato Luigi Suez è riuscito a dimostrare come il suo assistito e la giovane vicina fossero innamorati l’uno dell’altro, e che la ragazza era pienamente consapevole delle sue azioni perché la relazione tra la coppia era assolutamente lecita. Per il legale, poi, si poneva anche il diritto di una persona giudicata minorata a poter avere una relazione sentimentale e rapporti sessuali. I familiari della presunta vittima erano assistiti dall’avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti che aveva chiesto la condanna e un cospicuo risarcimento danni.

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