Mino Frasca ha ottenuto quello che si aspettava da tempo: un riconoscimento per i tantissimi consensi incassati. Oggi il consigliere provinciale de “La Puglia Prima di Tutto” entra nel CdA di Sgm e si prepara a divenirne il presidente: più volte ha puntualizzato di avere tutte le carte in regola

per ricoprire il ruolo di amministratore nella partecipata. Con lui ci sarà l’avvocata Francesca Conte, anche lei fresca di nomina, mentre Giuseppe Cairo, fratello del più noto consigliere comunale, ricoprirà il ruolo di revisore dei conti.
Lunedì si terrà il consiglio di amministrazione e Mino Frasca sarà eletto presidente. Anche il vicepresidente sarà eletto in quella occasione: la nota penalista leccese, Francesca Conte sarà la numero due della partecipata, il suo nome permetterà a Sgm di usufruire delle sue consulenze e della sua lunga esperienza come operatrice nel campo del diritto.
I tre nuovi nominati con decreto del sindaco Perrone andranno a sostituire i dimissionari Gianni Peyla, Vincenzo Pensa e Oronzino Tramacere.
I vecchi componenti, che resteranno in sella al CdA, sono Ruggero Paladini, Andrea Pasquino, l’imprenditore socio di Sgm, Tommaso Ricchiuto, Enrico Chirivì e Alfredo Longo.
La scelta del sindaco ha scatenato le polemiche dell’opposizione: i primi a farsi sentire sono stati Salvemini e Foresio.
«L’aver chiesto al Sindaco se la nomina da lui voluta di Mino Frasca nel consiglio di amministrazione della SGM è coerente con lo spirito della legge e i suoi recenti proclami politici improntati a merito e competenze, polemizza il responsabile di Lecce Bene Comune, m’è valso l’appellativo di “moralista triste”.Suggerisco anzitutto a Perrone un libro interessante “ELOGIO DEL MORALISMO” di Stefano Rodotà nel quale si spiega che “questa parola è sgradita, è usata in modo negativo e tuttavia mi pare che alluda a un modo di guardare le cose del mondo in maniera reattiva, non passiva. Soprattutto quando ci troviamo di fronte a cinismo, abbandono dell’etica pubblica, il rispetto delle regole, il rispetto degli altri. E quindi è necessaria una reazione».
Salvemini, che ricorda di aver contrastato anche la nomina, a sinistra, di Uccella alla Stp in passato, perché legata a certe logiche politiche negative, chiede ripetutamente che il sindaco chiarisca, davanti alla cittadinanza, se queste nomine rispettano le normative vigenti e i suoi proclami sul merito. L’invito del consigliere di opposizione è quello di rendere pubblico il curriculum di ogni candidato, perché la gente possa giudicare autonomamente.
Paolo Foresio, invece, parla di “pantomima della trasparenza”, perché «si illudono professionisti e poi si nominano sempre gli stessi amici vicini all’amministrazione comunale».
Il consigliere comunale “rottamatore” si scaglia contro le vecchie logiche che, secondo lui, non sono cambiate: «Si usano le partecipate per accontentare tutti. Ora ne vedremo delle belle con le nomine per la Lupiae Servizi».

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