Con le dimissioni di due su tre dei precedenti Revisori dei Conti al Comune di Lecce, si è provveduto, durante il Consiglio di oggi, a rieleggere il Collegio non tra poche polemiche delle opposizioni che hanno invocato lo Statuto per reintegrare i dimissionari e portare il Collegio a scadenza naturale

 

Alla presa d’atto del Consiglio sullo scioglimento del Collegio dei revisori dei Conti, la minoranza di Palazzo Carafa non intendeva parteciparvi, se ne è discusso già questa mattina in Commissione. Dal centrosinistra giungeva la proposta di un reintegro dei Revisori dimissionari, Francesco Natale e Antonio Marotta con altrettante figure da affiancare a Paola Montinaro, unica “superstite del Collegio” fino alla scadenza naturale del proprio mandato, a febbraio 2013, così come stabilito dallo Statuto comunale all’articolo 78. Per la maggioranza, invece, si doveva procedere a nuova nomina del Collegio. “Abbiamo preso esempio da una sentenza del Consiglio di Stato che così si è espresso per un caso analogo, nel comune di Novellara: nel caso di mancanza del quorum si deve procedere al rinnovo del Collegio” ha spiegato l’assessore al Bilancio, Monosi “ma solo per chi non è dotato di Statuto che ne disciplina le dimissioni” ha incalzato il consigliere di minoranza, Salvemini. L’obiettivo, per la minoranza, era quello di portare a scadenza naturale il Collegio esistente,  avvalersi dei 45 giorni di proroga previsti dalla legge prima della decadenza e nel frattempo capire le nuove norme e le direttive del Governo centrale in merito agli organi di controllo.

“Finalmente arrivano le nuove norme  – ha chiosato Loredana Capone – non si può più accettare che il controllato scelga il controllore. D’altronde non è un segreto che in tutti gli Enti locali l’asservimento dei Revisori nei confronti della maggioranza, provoca buchi di bilancio”. Il controllo deve essere esterno e imparziale secondo la Capone, “o dovete fare fuori il Revisore scomodo, l’unico che ha sempre avuto delle perplessità su alcuni andazzi del Comune?”  da qui è partita la stoccata alla maggioranza sulle promesse fatte durante la campagna elettorale sul contenimento della tassazione, non mantenute. Nemmeno sulla proposta di valutare i curricula dei candidati, una volta deciso per l’elezione dei nuovi Revisori, la maggioranza ha acconsentito, nella fretta di rieleggere il Collegio. I nuovi Revisori sono stati accolti da venticinque votanti che hanno eletto Fabrizio Quarta come presidente con 18 voti, Paola Bruno con 14 e Maurizio Renna con 11. All’uscente Paola Montinaro i soli 4 voti ne hanno determinato la fuoriuscita definitiva. Il nuovo Collegio sarà in carica per tre anni e per il Comune di Lecce non ci sarà l’obbligo di rinominarne uno nuovo con le regole imposte dal Governo centrale fino alla prossima scadenza naturale. In caso contrario, come aveva proposto il centrosinistra, si sarebbe proceduto all’estrazione dei nuovi Revisori scelti da un elenco regionale e nominati presso le Prefetture.

 

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