Non ci saranno comunicati stampa su quanto discusso questa mattina al tavolo in Prefettura sul caso Omfesa, né sono state rilasciate dichiarazioni. I protagonisti, nelle rappresentanze istituzionali e societarie, hanno concluso l’incontro senza incontrare la stampa che ha atteso invano e hanno rinviato i lavori alla settimana prossima

La speranza era riposta nei rappresentanti delle cinque banche interpellate per il finanziamento al gruppo metalmeccanico di Trepuzzi amministrato da Ennio De Leo. L’azienda, che ha vinto commesse per 30 milioni di euro e che ha anche Trenitalia tra i committenti,  cerca i finanziamenti per avviare una produzione di tale portata e “blindare” i contratti lavorativi dei 180 lavoratori molti dei quali in cassa integrazione o in arretrato sui pagamenti. Che l’azienda fosse in difficoltà finanziarie da tempo non è un segreto e su questo le banche chiamate a finanziarla potevano chiudere un occhio, ma quello che ha fatto desistere tre dei cinque istituti di credito interpellati, è stata l’indiscrezione su una presunta indagine giudiziaria a carico dell’amministratore. Questa mattina, erano tutti presenti: Banco di Napoli Gruppo Intesa, Banca Popolare di Bari, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare Pugliese. Il diniego per le prime tre era noto già dai giorni scorsi. Oggi, attorno al tavolo in Prefettura sedevano anche gli esponenti parlamentari salentini, Mantovano, Bellanova e Poli Bortone, il Presidente provinciale Gabellone, il Prefetto Perrotta e l’amministratore Omfesa, De Leo.
E’ stato l’esponente del Pdl Alfredo Mantovano a chiedere l’immediato incontro al Prefetto, nel tentativo di convincere le banche che avevano sottoscritto il finanziamento, a tener fede agli accordi in virtù del salvataggio di un’azienda che potrebbe rivelarsi ancora virtuosa nella produzione e per l’occupazione. Nei giorni scorsi, a seguito delle dichiarazioni di quegli istituti di credito che ritiravano la loro candidatura di finanziatori, il mondo politico salentino si è allertato. Troppi ormai in Salento i fallimenti aziendali e industriali, la classe politica, cosciente della necessità di interventi risolutivi, cerca una mediazione tre le parti ma per Omfesa si rimanda ancora di una settimana.

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