Sono state invocate le richieste nel processo d’appello istruito nei confronti, tra gli altri, nei confronti di Roberto Corigliano. Il procuratore generale Giorgio Lino Bruno ha chiesto per tutti gli imputati le condanne sollecitate nel processo di primo grado: 10 anni di carcere per l’ex-presidente della Confcommercio di Lecce Roberto Corigliano

 

con le accuse associazione a delinquere, usura, riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziarie. Oltre ai dieci anni per l’ex- numero uno della Confcommercio, sono stati richiesti: 6 ann per Giuseppe Leopizzi, 51enne leccese, dipendente della stazione di servizio così come per Biagio Chiriatti, 50enne di Cursi e Carmelo Carlo Landolfo, 42enne di Campi Salentina. 5 anni nei confronti di Gianfranco Rosario Pati, 49 anni di Monteroni, Carmelo Lezzi, 58 anni con domicilio a Cavallino e Marco Quarta, 52 anni leccese. L’inchiesta, che consentì di avviare l’operazione “Giano”, ruota attorno all’area di servizio “Q8” sulla via per Merine dove Corigliano avrebbe “lavato” ingenti somme di denaro sporco attraverso un imponente giro di riciclaggio. Nel corso della sua requisitoria, il procuratore generale, ancora una volta, ha spulciato tutti i passaggi dell’inchiesta, avvalendosi delle dichiarazioni fornite dall’ex- primula rossa Filippo Cerfeda e di altri capibastone della vecchia Scu (Giancarlo Serio, Corrado Cucurachi e Franco Vincenti) motivando tutte le transazioni e movimentazioni di assegni che sarebbero stati “filtrati” dalla fitta rete di collaboratori di cui l’imprenditore si sarebbe avvalso nella sua illecita attività. Corigliano, secondo l’accusa, avrebbe diretto, controllato e coordinato le attività di riciclaggio, usura, svolgendo compiti simili ad una banca impartendo ordini e direttive agli altri presunti associati. Per il procuratore generale avrebbe curato personalmente i rapporti con gli istituti di credito utilizzati per farvi transitare il denaro proveniente da attività illecite (traffico di droga, estorsioni, rapine, gestione di bische clandestine e dei parcheggi abusivi) “assorbendolo” con il patrimonio della società. Il collegio di avvocati è composto dai penalisti Angelo Pallara, Lavinia Gala, Giancarlo Dei Lazzaretti, Amedeo Martina, Luigi Rella, Giuseppe Bonsegna, Fabio Frassanito, Raffaele Fatano, Cristiano Solinas e Elvia Belmonte. I giudici, presidente Vincenzo Scardia, decideranno il prossimo sei novembre dopo le arringhe degli avvocati Luigi Rella, Angelo Pallara e Giuseppe Bonsegna.

A PARZIALE RETTIFICA DELL’ARTICOLO SULLE RICHIESTE DEL PROCURATORE GENERALE NELL’AMBITO DEL PROCESSO D’APPELLO SU CORIGLIANO, ANNOTIAMO, COSI’ COME SEGNALATO DALL’AVVOCATO DIFENSORE COSIMO RAMPINO, CHE STEFANO LEZZI NON HA MAI COLLABORATO CON LA GIUSTIZIA NE’ AVREBBE MAI ACCUSATO CORIGLIANO. CE NE SCUSIAMO CON IL DIRETTO INTERESSATO

 

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