Chiuse le indagini preliminari a carico di Aurelio Gianfreda, 67enne, consigliere regionale eletto nelle liste dell’Italia dei Valori nonché ex sindaco di Poggiardo, indagato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico.

 

Nel 415 bis compare anche il nome di una seconda persona, quello del geometra Cosimo Damiano Gravante, 57enne, anch’egli residente a Poggiardo. Secondo quanto accertato nel corso di un’indagine avviata nel maggio del 2011, il materiale pedopronografico sarebbe stato scaricato da un computer presente nello studio dell’ingegnere e da un secondo pc, un portatile, sequestrato in casa del politico. L’indagine venne avviata grazie ad una segnalazione partita dalla magistratura di Trento su un vasto giro di pedopornografia on line esteso su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di tali accertamenti, la polizia postale altoatesina immise nella rete alcuni file-civetta, contenenti scene di sesso con protagonisti anche minori, ossia trappole per i navigatori. Tali file sarebbero stati scaricati anche dal’utenza telefonica in uso al politico e intestata proprio all’ingegnere. Il sostituto procuratore dispose il sequestro dei pc e di alcuni supporti informatici cd e dvd, conferendo, nel prosieguo delle indagini, una consulenza a due periti per appurare il contenuto, le date e i relativi orari in cui sarebbero stati effettuati collegamenti. I consulenti informatici verificarono attraverso una meticolosa scrematura del materiale la presenza di numerose immagini pedopornografiche. Nel corso delle indagini, poi, sul registro degli indagati è stato iscritto il nome del geometra Gravante. Ascoltato in qualità di persona informata sui fatti, le sue dichiarazioni sono state ritenute autoindizianti dal magistrato inquirente. Gravante si sarebbe anche assunto la paternità di alcuni cd sequestrati dalla polizia giudiziaria. Gianfreda, difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia, non è stato mai ascoltato dal pm né avrebbe chiesto di essere ascoltato. Ora i due indagati hanno venti giorni a loro disposizione per chiedere di essere interrogato o per presentare memorie difensive prima che il pm formalizzi l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Gianfreda, all’indomani dell’iscrizione sul registro degli indagati del suo nome con la pesante accusa di aver scaricato immagini pedopornografiche, rimise il mandato al partito, dichiarando attraverso una nota stampa di “avere ampia fiducia nell’operato della magistratura”. Il geometra Gravante è difeso dall’avvocato Corrado Sammarruco.

 

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